Archivio Repubblica CIVIS DAL 2000 AL 2003 COMPRESO

Il tram parte, la sinistra esce

Repubblica — 26 ottobre 2000   pagina 4   sezione: BOLOGNA

valerio varesi Il tram passa al voto del Consiglio comunale, ma forse non passerà mai dal centro. Dopo una raffica di sedute congiunte delle commissioni consiliari, ieri sera il voto che ha dato via libera al mezzo pubblico. L'opposizione, unita in fronte unico, ha votato solo il punto due della delibera, vale a dire l'autorizzazione al sindaco a sottoscrivere il protocollo d'intesa riguardante la tramvia, già approvato dalla Provincia. Sul resto, vale a dire il contesto in cui il tram viene calato, cioè il «master plan» delle infrastrutture, l'opposizione non ha partecipato al voto uscendo dall'aula. Ma sul tragitto del tram ci sono differenti posizioni. L'Atc vorrebbe che passasse in centro (San Vitale, strada Maggiore, Rizzoli, Bassi) per soddisfare la domanda di trasporto laddove è più presente. E tuttavia, una parte consistente della maggioranza (An e Forza Italia) ha già chiesto che il tragitto segua l'itinerario, peraltro già predisposto, con passaggio sull'asse IrnerioMille. Il motivo? Troppo grande il tram di 32 metri per solcare le vie della città storica. L'Atc ribadisce che tale passaggio è possibilissimo e soddisferebbe molto più agevolmente le necessità dei bolognesi. C'è però un'altra ragione che potrebbe dirottare il tram sui viali: l'opinione del sovrintendente Elio Garzillo. Quest'ultimo rilascerà un parere condizionato alla tecnologia adottata. Se vincerà quella più pesante (tram Bombardier) Garzillo porrà il veto al passaggio in centro. Nel caso l'appalto concorso bandito dall'Atc venisse vinto da tecnologie più leggere (Translohr, Civis o Ansaldo), il mezzo potrebbe passare nel cuore della città. Ma lo scoglio più difficile ora è quello politico. - VALERIO VARESI

Ma i Ds lo bocciano Ci porterà al collasso meglio puntare sul tram

Repubblica — 15 novembre 2001   pagina 2   sezione: BOLOGNA

Una proposta alla giunta: fate un tram vero, non un filobus e avrete tutto l' appoggio della Quercia. E poi una sfida: il vostro metrò costerà molto più di quanto immaginiate e avrà costi di gestione proibitivi. Con quello che prevedete di spendere nella metropolitana potreste realizzare 40 chilometri di tramvia, una parte in superficie, una parte in galleria. E negli stessi tratti attraversati al metrò. Con un convegno in sala Farnese i Ds scoprono e loro carte per il futuro di Bologna. «Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità ha detto il consigliere Carlo Castelli e ad appoggiare fino in fondo la realizzazione del tram, un' opera che per portare benefici alla città ha bisogno di una sede propria e che per questo creerà problemi perché si perdono posti auto e occorrono fermate idonee. Non sarebbe ammissibile, invece, spendere 2123 miliardi al chilometro (questo è il costo del progetto) per avere un filobus tecnologicamente più avanzato di quelli attuali, ma ugualmente bloccato negli ingorghi del traffico cittadino, dove ormai un pedone viaggia più in fretta dei mezzi pubblici». Un paradosso? No, una scelta per una volta netta. Mentre l' Atc si prepara a incontrare il 20 novembre i produttori di tram su gomma in vista della gara che verrà bandita in primavera per l' appalto di un' opera (il tram da Borgo Panigale a San Lazzaro passando per il centro di Bologna) che costerà 369 miliardi, la Quercia ha detto davanti all' assessore Carlo Monaco, al presidente dell' Atc Maurizio Agostini, e all' architetto Claudio Comani consigliere Atc che si occupa del tram che cosa si aspetta. In sostanza la scelta andrà fatta tra due tipi di tram su gomma perché gli altri modelli sperimentati hanno finora fallito. Il primo, il Translhor, realizzato in Belgio lungo tra i 24 e i 32 metri viaggia su una piccola rotaia sull' asfalto. L' altro, il Civis, lungo 18 metri, come un doppio filobus della linea 13 o 19, viaggia seguendo una banda ottica (due strisce bianche sull' asfalto). Castelli non ha parlato di modelli. Né lo ha fatto l' architetto Comani, che deve bandire la gara. Ma l' indicazione dei Ds è chiara. Il Civis, o qualcosa di simile, finirebbe per restare prigionieri degli ingorghi, come un filobus. L' altro, in sede propria, un vero tram, anche se su gomma sarebbe vincente. E potrebbe pure viaggiare in galleria, come il metrò. Metrò che per Castelli rischia di avere costi proibitivi. «A Glasgow, città con il doppio dei nostri abitanti ha ricordato l' esponente diessino il metrò automatico, modernissimo trasporta 14 milioni di abitanti ed è sempre in passivo. Qui prevediamo di trasportare 65 milioni di utenti, 67 se si farà il tunnel sotto la collina che è rispuntato nei piani del Comune». «Il tram lo facciamo gli ha risposto l' assessore all' urbanistica, Carlo Monaco la gara sarà aperta e non c' è nulla di precostituito. Speriamo che anche i Ds, di cui apprezziamo lo spirito costruttivo di questo convegno, non si arrocchino sul metrò che per noi è una soluzione integrata con il tram». (l.n.)

Tram, c'è poco da scegliere

Repubblica — 21 novembre 2001   pagina 1   sezione: BOLOGNA

Gran consulto a porte chiuse ieri all' Atc, una specie di istruttoria generale per scegliere la migliore tecnologia tranviaria. Il presidente Maurizio Agostini e il direttore Claudio Claroni, assistiti dai tecnici, hanno ascoltato i rappresentanti dei produttori dei tram e delle imprese che realizzano le opere civili a corredo di queste infrastrutture (stazioni di alimentazione, linee aeree e imprese di costruzione specializzate). Lo scopo era chiarirsi le idee in un settore del tutto nuovo. Ma alla fine le difficoltà sono rimaste quasi intatte dal momento che i mezzi proposti sono quasi tutti appena usciti dalle officine o hanno pochissimi chilometri sulle ruote. In lizza quattro diversi tipi, dall' italiano «Stream» dell' Ansaldo, ai francesi «Translohr» e «Bombardier», fino all' italofrancese «Civis». Tutti hanno grossi problemi di gioventù. L' unico che è entrato in funzione è il «Bombardier» nella rete di Nancy ma è deragliato due volte ed è stato ritirato dal servizio. «Translohr» e «Civis» hanno viaggiato solo su percorsi sperimentali, mentre «Stream» ha funzionato a Trieste presentando tuttavia numerosi problemi in caso di tempo cattivo con pioggia o gelo. La scelta sarà così molto difficile anche perché la tramvia costa 23 miliardi a chilometro. VARESI A PAGINA III

Tram fermo al capolinea

Repubblica — 21 novembre 2001   pagina 3   sezione: BOLOGNA

valerio varesi Si avvicina il giorno della scelta del tram bolognese, ma l' ardua sentenza su quale mezzo scegliere è difficile da pronunciare. E per avere le idee un po' più chiare, ieri l' Atc (futuro gestore) ha convocato nella sala congressi della sede di via Saliceto i rappresentanti delle maggiori case produttrici. In particolare quelle che hanno progettato gli ormai famosi «tram su gomma», espressione apparentemente contraddittoria per definire l' ultima generazione di questo tipo di sistemi di trasporto. Il presidente Maurizio Agostini e il direttore Claudio Claroni hanno ascoltato i tecnici nel tentativo di chiarirsi le idee. Ma alla fine il panorama delle offerte non è risultato rassicurante. Tutte le tecnologie sono sperimentali e pertanto presentano molte incognite. La scelta è tra quattro tipi di mezzi. Il più accreditato per le caratteristiche di Bologna è il «Translohr» prodotto negli stabilimenti alsaziani di Duppigheim dalla francese Lohr specializzata in allestimenti militari e per autocarri. Questo tram è a guida vincolata grazie a una «proboscide» metallica infissa in una rotaia centrale. Lungo 24 metri, è molto compatto con larghezza di 2,2 metri soltanto e altezza di 2,9 metri. All' interno il soffitto è solo 2,15 metri e l' intero convoglio è su 4 assi. All' occorrenza può uscire dal percorso vincolato grazie a un gruppo turbinaalternatore che gli consente variazioni di tragitto. Ma questo mezzo presenta l' incognita di aver viaggiato finora solo nel circuito sperimentale dello stabilimento francese. La seconda alternativa presentata ieri è quella della multinazionale francocanadese «Bombardier». Si tratta di un mezzo più largo (2,55 metri), lungo 24 metri e complessivamente più pesante. Viaggia anch' esso guidato da due ruote metalliche infisse in una monorotaia centrale ma può, all' occorrenza, svincolarsi e procedere a guida libera. Questo mezzo, prodotto in Belgio, è l' unico ad aver debuttato su un percorso cittadino a Nancy. Ma si è trattato di un debutto sfortunato visto che per due volte il tram ha improvvisamente sbandato andando a sbattere a lato della strada per la perdita di assetto delle ruoteguida. Il prefetto di Nancy ha sequestrato i mezzi e ha aperto un' inchiesta, mentre i tranvieri della città francese si sono rifiutati di guidare mezzi poco sicuri. Altra tecnologia è quella del progetto italofrancese (Fiat e Matra in consorzio Iris bus) «Civis». In questo caso, il tram è guidato da una fibra ottica inserita pochi centimetri sotto l' asfalto. Ma il mezzo, in Italia, non può essere più lungo di 18 metri a meno di realizzare una sede protetta. Nessuno ha ancora sperimentato questo tram anche se le città francesi di Rouen e Clermont Ferrand hanno ordinato alcuni convogli per provarne le qualità. L' ultima tecnologia in lizza è italiana prodotta dall' Ansaldo e si chiama «Stream». A Trieste, in un percorso attrezzato lungo un chilometro e mezzo, questo mezzo è stato provato con risultati molto contrastanti. Funzionando grazie a una specie di pantografo che striscia su due corridoi metallici a filo dell' asfalto, questa tecnologia si è inceppata nei giorni di pioggia e gelo, mentre, di recente, ha subito anche un incendio. Problemi giustificati dalla gioventù di questi sistemi, ma che mettono in crisi chi deve scegliere come nel caso di Atc. D' altro canto, avendo scelto tecnologie nuove come quelle del «tram su gomma», l' incertezza è scontata. Ma nessuno, né in Comune, né all' Atc, vorrebbe spendere 23 miliardi a chilometro per avere poi un mezzo poco efficiente e inaffidabile. E al convegno sul tram organizzato dai Ds, queste preoccupazioni sono state espresse anche dal presidente Atc Agostini. «Non sono un orfano del tram su rotaia - ha spiegato invece il consigliere Ds Carlo Castelli - ma se l' offerta non fosse soddisfacente, nulla vieta di rivolgersi a tutti i produttori di tram leggeri su rotaia. Non vogliamo essere noi la cavia per nuove tecnologie». - VALERIO VARESI

Debutta Civis il bus che viaggia sui binari virtuali

Repubblica — 28 febbraio 2003   pagina 5   sezione: TORINO

Ha fatto il suo debutto a Torino «Civis», il nuovo sistema di trasporto urbano leggero a guida ottica realizzato da «Irisbus». Il veicolo guidato da «binari virtuali», segue, cioè, in automatico una linea verniciata sul terreno, (con il conducente che interviene solo in caso di emergenza), viene costruito dalla Iribus-Iveco ed ha una capacità di trasporto di 3.000 passeggeri l' ora. «L' esclusiva tecnologia di guida ottica - ha spiegato l' amministratore delegato di Irisbus Italia, Vincenzo Lasalvia, è in grado di garantire un' elevata velocità commerciale e la piena flessibilità d' esercizio, mentre la trazione elettrica, con motori integrati nelle ruote, offre il massimo rispetto per l' ambiente e l' elevato comfort di marcia». Civis, che circola già in due città francesi, riunisce di fatto in un unico veicolo, i pregi di un tram e le doti di flessibilità ed economicità di gestione di un autobus. Prodotto nello stabilimento Irisbus di Rorthais, ma studiato dall' Iveco, il mezzo, che ha un costo unitario di 1.200.000 euro, potrebbe entrare in servizio a Torino entro 12 mesi. Il progetto è stato però criticato dal capogruppo di An Agostino Ghiglia che denuncia l' eccessiva mole del mezzo ed il suo costo

Il superbus è un sogno azzurro

Repubblica — 26 febbraio 2003   pagina 3   sezione: GENOVA

PASSA silenzioso e filante, quel superbus azzurro metallizzato, e la gente alle fermate, ma anche i capannelli dei taxisti nei parcheggi si voltano stupiti: ma cos' è questo? "Questo" è Civis, un qualcosa che potrebbe essere, cioè un tram senza binari, su gomme e con lettore ottico - il che, a ben vedere, potrebbe anche escludere l' uso dell' autista: ma in Italia il codice stradale non lo prevede, tanto meno lo accetterebbero i lavoratori - che potrebbe scivolare con un rumore decisamente basso su per la Valbisagno, lungo quella busvia a centro strada il cui progetto è già passato ad un primo esame della conferenza dei servizi, e per cui ci sono 25 milioni di euro disponibili da fondi del Ministero delle Infrastrutture. L' occhio elettronico di Civis "legge" un striscia bianca-binario sulla strada, e da lì non si devia: come fanno i tram, certo, ma con la possibilità di spostarsi in caso di intralci, o di buchi per strada, perché c' è l' autista che ci pensa. E che, garantiscono i costruttori, permette migliori condizioni di guida e quindi i vita per gli autisti. Ma se siamo solo ai condizionali, perché Civis se ne va a spasso per Genova in una mattinata di sole, con capolinea a De Ferrari? «Diciamo che le varie società produttrici di questi mezzi si stanno presentando - spiega Arcangelo Merella, assessore comunale al traffico - anche perché entro il mese di marzo dovremmo fare una preselezione per individuare i fornitori: sui 25 milioni di euro disponibili, la maggior parte dei fondi rischia di andarsene proprio per i mezzi. Quindi ora siamo alla competizione tra le vetture: Civis, che si presenta di persona a Genova, è realizzato da Irisbus (gruppo Iveco-Fiat), con la partecipazione di Siemens Transportation System che ha realizzato il lettore ottico. è già attivo a Las Vegas (sei mezzi), a Clermont Ferrand e a Rouen; è bello, con i "salottini" dai sedili fronteggianti, con le prese di luce sul tetto, soprattutto con un motore che, come spiega l' amministratore delegato di Irisbus Vincenzo La Salvia, permette di passare all' alimentazione elettrica con la rete aerea ad un' alimentazione dalla batteria di bordo che attiva un motore diesel con il quale si superano anche pendenze del 17%, per trovarsi quindi a proprio agio sia sui rettilinei che sulle salite e le discese. Il Comune ha già preso contatto con altre società (interessante il mezzo della tedesca Neoplan, ad esempio). In un mese si deciderà chi ammettere alla gara. E questo gioiellino azzurro costa tanto: almeno 1,2 milioni di euro. Tradotto in vecchie lire, siamo a due miliardi e trecento milioni, e questo significa tre volte un normale bus da 18 metri (70 milioni di lre) e 30-40% in più di un filobus attualmente in servizio (1,2-1,3 miliardi, sempre in lire). Per avviare il servizio in Valbisagno ce ne vogliono venti: ma per la busvia non basta comprare i tram senza binario, ci vogliono anche la corsia protetta a centro strada, e poi i parcheggi laterali. Perché, ammette Merella, finché non ci saranno quelli non si potranno togliere le auto dai lati di via Bobbio o via Canevari, o ancora più sopra. Ma come realizzarli, questi parcheggi? Qualcosa dovrebbe risolverlo il project financing, in altri casi sarà lo stesso Comune a muoversi, avverte Claudio Montaldo, assessore ai lavori pubblici e alla metropolitana. Le aree individuate sono quelle dell' ex Amga in via Canevari, di via Bobbio-via Vecchia (presso la rimessa Amt) e piazzale Marassi. Ma certo, bisogna accelerare: senza trovare una nuova casa alle auto, anche il tram senza binari resta dov' è. Ammesso che sia proprio il siluro azzurro, con quello che costa, a sfilar su per la Valbisagno. - DONATELLA ALFONSO

Pole position della Fiat per il tram sotto le torri

Repubblica — 06 agosto 2003   pagina 1   sezione: BOLOGNA

è scaduto ieri il termine di consegna delle offerte per la realizzazione della tamvia bolognese e nella sede Atc di via Saliceto è per ora giunta una sola proposta: quella (annunciata) di Fiat-Iveco. Non è escluso che oggi o domani (fa testo la data del timbro postale) possano giungere anche altre offerte, ma di sicuro tutto si può dire dell' appalto tranne che sia molto partecipato. In particolare pare che sia stato snobbato dai due principali candidati alla realizzazione dell' itinerario San Lazzaro-Borgo Panigale, vale a dire Bombardier e Translhor, fra quelli indicati come possessori della tecnologia adatta alle richieste della giunta comunale. Nel bando, infatti, era specificato che il tram doveva essere del tipo su gomma e avere la capacità di trasporto consona alla linea che taglia la città da est a ovest. La proposta di Fiat-Iveco è relativa al «Civis», un mezzo a guida ottica che segue una banda colorata disegnata sull' asfalto. Ha il vantaggio di non richiedere grandi impianti del tipo di una monorotaia nell' asfalto e conseguente soletta di cemento lungo il percorso, ma molte perplessità suscita la sua capacità di trasporto, da alcuni giudicata inferiore a quella degli attuali filobus di 18 metri. Oggi, intanto, sarà nominata la commissione che valuterà le offerte. Polemiche si sono scatenate sul nome di Willi Husler, uno dei maggiori esperti di tramvia europei, proposto dal comune di San Lazzaro, ma inviso al vertice di Atc. (v.v.)

La Provincia: Non c' è gara per il tram partecipa uno solo

Repubblica — 09 agosto 2003   pagina 5   sezione: BOLOGNA

«Non possiamo essere contenti perché questa non è una gara visto che partecipa uno solo» lamenta il vice presidente della Provincia Tiberio Rabboni di fronte alla solitaria offerta di «Irisbus» (gruppo Fiat) all' appalto per la realizzazione della tramvia bolognese tra San Lazzaro e Borgo Panigale. «Credo che ci sarà bisogno di riflettere anche in sede ufficiale della mancata partecipazione di altri gruppi i quali avevano chiesto una proroga dei termini dell' offerta per valutare a fondo» aggiunge Rabboni. Ciò che indispettisce il vice presidente della Provincia è l' assenza dei due più accreditati candidati a vincere la gara, vale a dire «Bombardier» e «Lohr», entrambe in possesso della tecnologia di tram su gomma giudicata più adatta a un tragitto come quello che attraversa la città da est a ovest. «Non vorrei che la defezione fosse motivata da limitazioni del capitolato. Certo è - conclude Rabboni - che uno dei requisiti richiesti è l' espandibilità del sistema, vale a dire la possibilità di realizzare convogli di grande capacità di trasporto, altrimenti si realizza un sistema del tutto simile agli attuali filobus di 18 metri». E il limite del mezzo presentato in un convegno a Bologna da «Irisbus» (definito «Civis»), è quello di non viaggiare in sede propria, ma di seguire una banda colorata disegnata sul selciato con un sistema a guida ottica. Grande flessibilità, quindi, ma impossibilità (stante l' attuale limite del codice) a superare i 18 metri, la stessa lunghezza dei filobus autosnodati. «L' obbiettivo è quello di migliorare le capacità di trasporto odierne - interviene l' assessore ai Trasporti della Regione Alfredo Peri - al punto che avrei visto bene un metrò da San Lazzaro a Borgo Panigale. Invece si fanno scelte che presentano alti costi e poca efficienza. Mi sembrano interventi improvvisati e parziali, magari per cancellare un vecchio progetto, ma quel che mi sfugge è l' idea complessiva che Bologna ha dei trasporti miscelando un po' di metrò e un po' di tram in assenza di un disegno d' assieme. Comunque la Regione non ha più voce in capitolo in sede di appalto». La commissione tecnica che giudicherà l' unica proposta si è insediata il 6 agosto ed è presieduta da Ernesto Stagni. Molto probabilmente, il 26 sarà aperta la busta pervenuta e sarà valutata l' offerta. «Credo che la commissione tecnica, con grandi esperti del settore, sia una garanzia» spiega l' assessore alla Mobilità Franco Pellizzer. «Essa giudicherà la validità di ciò che ci viene proposto e non trovo nulla di strano che sia presente una sola offerta a patto che quest' ultima si presenti tecnicamente valida. Succede in ogni parte del mondo che agli appalti partecipi un solo candidato». - VALERIO VARESI

Tram, allarme della Provincia L' appalto non ha funzionato

Repubblica — 26 agosto 2003   pagina 2   sezione: BOLOGNA

I dubbi sull' appalto del tram e le condizioni per fare il metrò. La Provincia torna all' attacco del progetto Grandi Opere del sindaco Giorgio Guazzaloca. Lo scontro strisciante tra i palazzi, sulle infrastrutture, si sta ormai trasformando in una guerra aperta con l' avvicinarsi del voto amministrativo della primavera prossima. Sul tram, all' ultimo momento, palazzo Malvezzi vuol vederci chiaro. Il vicepresidente provinciale, il diessino Tiberio Rabboni chiede con una lettera al sindaco di convocare la commissione di garanzia che ha il compito di vigilare sulla correttezza dell' appalto. «Qualcosa non ha funzionato» spiega Rabboni. Proprio oggi verrà ufficializzato ciò che già si sa: per il tram si è presentata una sola azienda, l' Irisbus della Fiat, col suo «Civis». «Vogliamo capire - continua Rabboni - perché prima della pubblicazione del bando di gara c' erano cinque gruppi interessati a partecipare e alla fine se ne è presentato uno solo. Per questo chiederemo che la commissione ascolti i rappresentanti delle aziende in modo da capire perché hanno rinunciato». Rabboni si dice convinto che chi si è fatto avanti abbia le carte in regola per aggiudicarsi l' appalto. «Tuttavia - aggiunge - per Bologna è un' occasione persa, una commessa da quasi 150 milioni di euro meritava forse una maggiore "competizione" tra imprese per avere alla fine il tram migliore, invece in presenza di un' unica proposta non sapremo mai se avremo fatto fino in fondo l' interesse della città». Oggi e domani la commissione tecnica che si è insediata il 6 agosto (presidente Ernesto Stagni) prenderà in esame la proposta Irisbus. Se tutto sarà a posto si procederà all' aggiudicazione della gara (valida anche in presenza di un solo concorrente). Poi si dovrà attendere il nulla osta della direzione ministeriale dei Trasporti (giudizio sulla sicurezza) e solo a questo punto verranno aperti i cantieri. E' una lotta contro il tempo, gli uomini di Guazzaloca sperano di riuscire a partire con i lavori entro la fine dell' anno. Rabboni invece sembra avere meno fretta, soprattutto sul metrò contestato per via del percorso voluto dal sindaco, Fiera-Staveco, che secondo alcuni non intercetta i principali flussi di traffico. «Senza il sì della Regione, che manca tuttora, il metrò non si fa - dice - le obiezioni della Regione non hanno ancora ricevuto risposte dal Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica (che ha di recente approvato il progetto-ndr). E la legge Lunardi spiega chiaramente che per le opere non di interesse nazionale il parere della regione è vincolante. Quindi è ancora tutto in alto mare, altro che apertura dei cantieri come sento dire in giro». Per quanto riguarda invece il by-pass autostradale a nord di Bologna, Rabboni ricorda che il momento decisivo sarà la prossima Finanziaria del governo Berlusconi, «perché è allora che dovrà essere messo nero su bianco l' eventuale contributo a fondo perduto da parte dello Stato». Il vicepresidente della Provincia non si fida. «Rifaccio un appello a tutti i parlamentari bolognesi, di tutte le forze politiche - chiude Rabboni - affinché, quando verrà discussa la legge Finanziaria, sappiano far valere gli interessi del nostro territorio». - ANDREA CHIARINI

Rouen boccia il tram Civis: Non funziona

Repubblica — 30 ottobre 2003   pagina 2   sezione: BOLOGNA

Il «Civis», il tram su gomma che la giunta e Atc hanno scelto per la linea San Lazzaro-Borgo Panigale, non funziona. Così affermano i tecnici della «Communauté d' agglomération rouennaise» che avevano già ordinato 55 veicoli a guida ottica come quelli che si apprestano ad essere adottati a Bologna. Rouen ha deciso di sperimentare un altro mezzo, sempre a guida ottica, della Matra-Siemens che si chiama «Agorà». La decisione, che getta grandi ombre sulla tecnologia scelta per la nostra città, è venuta dopo aver valutato nei due prototipi messi alla prova dai tecnici francesi, «diversi disfunzionamenti». In altre parole, il sistema a guida ottica che «legge» una striscia colorata dipinta sull' asfalto, non è sempre in grado di guidare il mezzo. Basta un po' di neve o una brinata e il tram deve essere condotto manualmente (la presenza dell' autista è sempre necessaria). Una conferma in questo senso viene da Clermond Ferrand dove il «Civis» (costruito dal consorzio Irisbus del gruppo Fiat) è di fatto ridotto a filobus col sistema ottico che funziona solo in accostamento alle banchine delle fermate. Atc ha affidato in via provvisoria l' appalto per la linea bolognese in attesa che una commissione valuti se «Civis» possieda integralmente tutti i requisiti richiesti primi fra tutti l' «espandibilità» e la «via guidata». Il vice presidente della Provincia Tiberio Rabboni invita i tecnici della commissione a prendere contatto coi colleghi di Rouen per «capire il perché hanno rinunciato».

Ecco il Civis-Cristalis dell' Irisbus sarà il nuovo tram su gomma cittadino

Repubblica — 07 novembre 2003   pagina 5   sezione: BOLOGNA

Ecco il nuovo tram di Bologna. E' il Civis-Cristalis prodotto dall' Irisbus, società dell' Iveco, che si è aggiudicata con un lotto di 49 mezzi la gara internazionale per un sistema di trasporto integrato. La fornitura comprende infrastrutture e impianti e ammonta complessivamente a 144 milioni di euro. ll Civis-Cristalis è un "tram su gomma" dotato di un sistema ottico di guida della Siemens Transportation Systems. La fornitura sarà gestita da Irisbus, quale società capogruppo di un' Associazione di Imprese, con il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna per le opere civili. Per la progettazione del sistema, Irisbus si è avvalso, quale partner, dell' Atm di Milano. Il veicolo entrerà in esercizio su una prima tratta entro sei mesi dall' inizio dei lavori, previsto per la prima metà del 2004. Entro il 2007 si estenderà alle rimanenti linee.

L' eterno ingorgo sui progetti viabilità

Repubblica — 09 dicembre 2003   pagina 3   sezione: BOLOGNA

La Mobilità e le sue infrastrutture sono afflitti da continui stop. Il metrò è sotto la spada di Damocle del parere della Regione a cui l' opera, così com' è stata progettata dal Comune, non piace. Da viale Moro è già arrivato l' avvertimento: «O si cambia o ci opponiamo». Il tram «Civis» che dovrebbe trasportare i bolognesi da Borgo Panigale a San Lazzaro, è anch' esso sotto esame per valutare se sia un mezzo «espandibile» cioè capace di portare più passeggeri di un filobus e a «via guidata», vale a dire la condizione necessaria per poter allungare i convogli fino a 24 metri. Infine il Passante a nord, pilastro della soluzione del nodo viario bolognese. Ora la sua realizzazione, dopo che l' Unione europea ha bocciato senza appello l' affidamento diretto a Società Autostrade, appare in gran parte incerto