Archivio di Repubblica civis 2004

Il piccolo giallo di Civis E' automatico o no?

Repubblica — 19 febbraio 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

Il futuro tram su gomma, in mostra in piazza del Nettuno, è al centro di un piccolo giallo. Finora la Giunta ha parlato di un sistema a guida vincolata, in pratica una telecamera posta sul muso del mezzo «legge» una striscia bianca al centro della carreggiata e consente una «guida» come se si fosse in presenza di un pilota automatico. L' autista in carne e ossa entra in azione solo in caso di bisogno. La tecnologia è fornita da Irisbus (gruppo Iveco). Ieri un rappresentante bolognese di Iveco, Piero Girolami della concessionaria Maresca e Fiorentino (fornitrice di Atc), mentre forniva informazioni in piazza del Nettuno ha ammesso che, date le condizioni del traffico urbano, «la mia ipotesi è che il tram su gomma potrà viaggiare in automatico solo sul 50% del percorso e comunque non nel centro storico». Parole udite dalla presidente del quartiere Reno Silvia Zamboni: «Se le cose stanno davvero così allora non si capisce perché vengano spesi tanti soldi per un sistema che alla fine non è un tram, ma un filobus che viaggerà in mezzo al traffico e che dal traffico sarà condizionato perché non ci saranno cordoli di protezione». Alla fine Irisbus è stata costretta a chiarire attraverso il suo portavoce Luca Cordiviola: «Posso assicurare che il nostro mezzo potrà viaggiare in automatico grazie alla lettura ottica su tutti i 22 chilometri del percorso. Rinforzeremo la sede stradale, rifacendo il manto fino ad una profondità di 40-50 centimetri». E le parole di Girolami? «In piazza del Nettuno, visto il protrarsi dell' esposizione, siamo stati costretti ad abbassare il livello del personale». (a.ch.)

I Celestini: Civis è solo un filobussino

Repubblica — 21 febbraio 2004   pagina 2   sezione: BOLOGNA

«Scelgano l' ora e il luogo, li scelgano loro: noi ci saremo». Gli urbanisti della «Compagnia dei Celestini» sfidano a «duello» il sindaco Giorgio Guazzaloca e la sua giunta. Un «confronto pubblico» sul tram, progetto dell' esecutivo cittadino che i celestini bocciano sonoramente: «è solo un filobussino». «Targhe alterne un giorno sì e l' altro pure, traffico in tilt, aria malsana e nauseabonda, e cosa fa il Comune di Bologna, con la complicità di Atc? Demolisce il trasporto pubblico investendo 200 milioni di euro per avere un tram che porterà meno persone di quelle che portano gli attuali mezzi pubblici», decretano gli urbanisti. A loro avviso, «neanche il più avventato degli scrittori di fantascienza avrebbe potuto immaginare un simile futuro per il trasporto pubblico bolognese del terzo millennio. Anni di progettazione e decine di ingegneri hanno partorito un topolino, anzi un filobussino chiamato Civis». Altro non è, infatti, «che un filobus, che però costa quasi il doppio degli attuali filobus, 1,3 milioni di euro contro i 0,67 dei filobus attuali. Ma se costa di più che vantaggi avrà mai? Porta più persone? No - è la risposta dei celestini - perchè gli attuali filobus hanno 165 posti, mentre il Civis ne ha 141. Avrà frequenze maggiori? No, perchè oggi sulla via Emilia c' è un cadenzamento di un mezzo pubblico ogni 2 minuti, mentre il Civis passerà ogni 3 minuti. Allora sarà più piccolo e più agile? Neanche questo, perchè è lungo uguale (18 metri) ma più largo e più alto, quindi più ingombrante». I Celestini ricordano di aver studiato e confrontato i diversi progetti che riguardano la mobilità urbana bolognese, pubblicando un dossier sull' argomento: «Le cose da fare sono altre e sappiamo che sono possibili progetti migliori». Forse, insistono gli urbanisti bolognesi, «la giunta Guazzaloca è andata in visita di qualche bella città europea dove ha visto il Civis funzionante? Ciò non è possibile perchè mezzi di questo tipo non sono in circolazione in nessuna parte del mondo. Solo a Rouen, in Francia, avevano ipotizzato di adoperarli ma, dopo un breve periodo di prova, li hanno rimandati al mittente perchè costosi e inutili».

Macché tram, quello è un filobus

Repubblica — 13 aprile 2004   pagina 5   sezione: BOLOGNA

Non solo il «Civis» non è un tram, ma Atc non avrebbe mai dovuto affidare definitivamente l' appalto viste le considerazioni contenute nel nulla osta ministeriale giunto il 10 febbraio scorso. Questo il succo del ricorso che la Provincia ha depositato al Tar la settimana scorsa contro l' aggiudicazione della tramvia alla società «Irisbus» del gruppo Fiat produttrice del «Civis», e al Consorzio cooperativo costruzioni per ciò che riguarda le opere civili. Ricorso che è stato affidato al professor Vittorio Domenichelli, docente di diritto amministrativo, e già patrocinatore vincente di un analogo ricorso contro la tramvia di Padova. Così, mentre la Provincia muove accuse concettuali all' impianto tramviario concepito dal Comune, asserendo che quello progettato non è un vero tram bensì un filobus costosissimo che non risolverà per nulla i problemi di trasporto lungo l' asse della via Emilia, sul piano giuridico, l' appalto viene attaccato nei suoi presupposti. Il ragionamento di Domenichelli parte dal presupposto che il bando per il tram prevedeva due requisiti imprescindibili: che il sistema fosse a «via guidata» (o a «guida vincolata») come potrebbe essere un tram su rotaia o guidato da un vincolo capace di indirizzarlo sempre sulla stessa linea e che l' intero impianto fosse espandibile, vale a dire capace di formare convogli che oltrepassassero il limite dei 18 metri a vantaggio della capacità di trasporto. Ebbene, secondo il legale, il «Civis» non è un mezzo a «via guidata», ma semplicemente si avvantaggia di un dispositivo che coadiuva la guida. E, sempre secondo il legale, la stessa commissione ministeriale che ha rilasciato il nulla osta relativo alla sicurezza, evidenzia chiaramente che il «Civis» è un «veicolo filoviario a tutti gli effetti dotato di un dispositivo di ausilio alla guida». La responsabilità di quest' ultima, stando al ricorso, rimarrebbe quindi a carico totale del conducente. Non a caso, sottolinea il legale della Provincia, la stessa Commissione ministeriale specifica che «l' autista ha l' obbligo di tenere le mani sul volante pronto ad intervenire in tutte le situazioni in cui tale intervento si renda necessario». Appare quindi evidente, secondo Domenichelli, che «la responsabilità della guida resta a carico del conducente» e pertanto non si tratta di un mezzo a «via guidata», requisito imprescindibile dell' appalto bandito da Atc. Nei mezzi con tale caratteristica, infatti, «l' autista procede ad accelerare o a frenare, ma non interviene sul meccanismo direzionale delle ruote». Se il «Civis» non è a «via guidata», non può essere più lungo di 18 metri, misura degli attuali filobus, rispetto ai quali il nuovo mezzo costa dalle tre alle quattro volte in più pur portando meno persone. La legge italiana, infatti, non consente la circolazione di mezzi più lunghi se non sono a «via guidata» o a «guida vincolata». A questo punto, il ragionamento di Domenichelli nel ricorso per conto della Provincia, fa un passo ulteriore: perché Atc, stante le considerazioni, a dire del legale lampanti, della commissione ministeriale, ha affidato ugualmente l' appalto in modo definitivo solo tre giorni dopo l' arrivo del nulla osta sulla sicurezza? Secondo la Provincia ciò non doveva accadere. Atc avrebbe dovuto recedere dall' assegnazione viste le caratteristiche tecniche del mezzo. Invece, il nulla osta è giunto il 10 febbraio e l' azienda di via Saliceto ha affidato l' appalto il 13 con una rapidità che, secondo la Provincia, sconfina nel frettoloso. «Per Bologna - chiosa il vicepresidente di palazzo Malvezzi Tiberio Rabboni - vogliamo un vero tram, non un filobus costosissimo che spreca un finanziamento e non cambia le cose in termini di capacità di trasporto». - VALERIO VARESI

Quel tram inutile e costoso

Repubblica — 11 aprile 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

Dopo gli esami tecnici, per il tram arriva l' esame di giurisprudenza. Pendono al Tar, infatti, due ricorsi che mirano a bloccare il progetto nato con la giunta di Walter Vitali e, dopo modifiche radicali, ereditato dall' attuale Amministrazione. Il più importante è quello che la Provincia ha depositato sul tavolo dei giudici amministrativi alcuni giorni fa il quale muove obiezioni di tipo tecnologico e strutturale al progetto vincitore nato dalla collaborazione tra il Consorzio cooperativo costruzioni (per la parte delle opere civili) e Irisbus del gruppo Fiat che costruisce il tram su gomma «Civis». Secondo i tecnici di palazzo Malvezzi, il mezzo candidato a trasportare passeggeri tra Borgo Panigale e San Lazzaro, non è del tipo espandibile come prescritto dal bando di gara. E la ragione per cui non possiede questo requisito è che non pare essere stato riconosciuto tra quelli a «via guidata» o a «guida vincolata», condizione imprescindibile, assieme alla sede propria o protetta, per poter allestire convogli più lunghi di 18 metri. «Ci siamo convinti a presentare un ricorso al Tar - spiega il vicepresidente della Provincia Tiberio Rabboni - dopo aver letto il nulla-osta del ministero al 'Civis' con le relative limitazioni. Quella più importante è che non sarà possibile aumentare la lunghezza dei convogli a 24 metri dagli attuali 18 annullando così i vantaggi di maggiori capienze e portata oraria di passeggeri. Siamo quindi stati costretti - continua Rabboni - a ricorrere per salvaguardare la possibilità che Bologna abbia realmente un tram. Quello che stanno allestendo, di fatto è un filobus. Lo stesso ministero, in taluni passi del nulla osta, lo definisce, in pratica, così». Già oggi, l' attuale linea di filobus da 18 metri ha la stessa capacità di trasporto del «Civis». Anzi, i tecnici asseriscono che, in virtù delle più vantaggiose dimensioni interne, l' attuale sistema può contenere più passeggeri della creatura «Irisbus». «Ma allora - riprende Rabboni - perché spendere 300 milioni di euro per avere un mezzo che non migliora per nulla le prestazioni dei filobus attuali? Inoltre, leggendo le considerazioni del ministero, si capisce che questo nuovo mezzo è, di fatto, semplicemente un filobus. Noi, al contrario, vogliamo un tram per davvero, non un mezzo 'debole' su una linea ad altissima richiesta di trasporto». Un mese fa, anche i cittadini del quartiere Reno che si affaccia sulla via Emilia Ponente, si erano mostrati arrabbiatissimi nei confronti della giunta. «Guazzaloca ha vinto grazie al cordolo che la giunta Vitali aveva inventato per questa strada, ora rischia di scivolare per un motivo analogo» è stato il commento dei cittadini. Due di questi, Salvatore Fierro e Giovannina Giordano, proprietari e legali rappresentanti del ristorante-pizzeria «La Ghirlandina» in via Emilia Ponente 76, sono passati alle vie legali ricorrendo anch' essi al Tar chiedendo l' annullamento degli atti relativi alla tramvia. Contestano l' esproprio che verrebbe loro imposto e che si porterebbe via 65 metri quadrati della veranda in cui stanno parte dei coperti. Un danno che finirebbe per provocare un rovescio economico certo, secondo i ricorrenti, fino alla chiusura del locale. In effetti, viste le caratteristiche del «Civis», il quale potrebbe avere bisogno in ogni momento di passare dalla guida ottica (un sistema conduce automaticamente il mezzo seguendo una banda colorata sull' asfalto) a quella manuale, l' ingombro da considerare è maggiore rispetto a un tram realmente a guida vincolata. Questo maggiore ingombro impone di allargare il raggio d' azione fino a rendere necessario l' esproprio di aree private. Tra esse quella del famoso ristorante sulla via Emilia che per questo ha deciso di tutelarsi ricorrendo ai giudici amministrativi. - VALERIO VARESI

E la Provincia porta il Comune davanti ai giudici del Tar

Repubblica — 07 febbraio 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

Tra Provincia e Comune è ormai guerra anche in Tribunale. L' ente di via Zamboni, infatti, è ricorso al Tar pur di poter disporre della documentazione relativa all' appalto con cui è stata aggiudicata la gara per la realizzazione della tramvia vinta dal consorzio «Irisbus» del gruppo Fiat. Uno scontro che rasenta il tragicomico, fatto di dispetti compiuti e promessi, di calci negli stinchi sotto il tavolo e di sgambetti a tradimento fra le due istituzioni. L' appalto, aggiudicato in via provvisoria tre mesi fa, suscitò i mugugni degli amministratori della Provincia perché si presentò una sola offerta, quella di «Irisbus» appunto. Il vice presidente di palazzo Malvezzi Tiberio Rabboni chiese perché gli altri concorrenti annunciati (Translhor e Bombardier soprattutto) non si fossero presentati e se per caso non esistesse qualcosa nella formula dell' appalto che rendesse superflua la loro partecipazione alla gara. Ma i documenti di quest' ultima, tra una dilazione e l' altra, non sono mai giunti negli uffici di palazzo Malvezzi e, a distanza di tre mesi, la Provincia ha deciso di ricorrere ai giudici amministrativi visto che le molte sollecitazioni sono cadute nel vuoto. Il paradosso è che la stessa Provincia è uno degli enti proprietari di Atc dato che detiene il 28% (il resto è del Comune di Bologna). In sintesi: né l' azionista di maggioranza dell' azienda di via Saliceto, né quest' ultima, forniscono documenti a un socio-padrone. La situazione non ha riscontro in nessuna s.p.a. pubblica, ma un simile comportamento, a detta dei responsabili della Provincia, non sarebbe ammissibile nemmeno in una società per azioni interamente privata. Alle richieste della Provincia, Atc ha opposto un parere legale che giustificherebbe il rifiuto a fornire il materiale. Gli amministratori di palazzo Malvezzi si sono allora armati di un parere di tenore opposto e dopo aver spedito una diffida inascoltata, hanno deciso di ricorrere ai giudici. Nel frattempo, una commissione tecnica ha sciolto le riserve sul «Civis» riguardo il quale erano rimaste in sospeso alcune questioni inerenti l' «espandibilità» del sistema e la certezza che si trattasse di un mezzo a «guida vincolata» o a «via guidata», presupposto per poter realizzare convogli più lunghi di 18 metri. I tecnici Atc hanno tolto di mezzo anche questa riserva dando il via definitivo all' assegnazione dell' appalto. «Però vorremmo dare un' occhiata ai documenti relativi alla gara - spiega Rabboni - è una richiesta legittima come soci dell' azienda». - VALERIO VARESI

Via libera al Civis per duecento milioni

Repubblica — 15 febbraio 2004   pagina 2   sezione: BOLOGNA

Il tram su gomma o il super filobus, come preferiscono definirlo quelli del centro sinistra, è stato definitivamente aggiudicato. Dopo il sì della commissione nominata da Atc, sono arrivati anche l' assenso del gruppo tecnico, che doveva decidere se il mezzo è espandibile (cioè se può avere convogli di oltre 18 metri) e se il sistema di conduzione è a «guida vincolata» o a «via guidata». Nel frattempo anche il ministero ha dato l' autorizzazione riguardante la sicurezza visto che il mezzo è all' esordio nel nostro Paese. Così il «Civis» (gruppo Fiat), un tram che si muove seguendo con un lettore elettronico una banda colorata sull' asfalto, si è presentato ai bolognesi prima alla fiera «Europolis» e da venerdì addirittura in piazza. L' appalto, che ammonterà a 200 milioni di euro incluse le opere civili aggiudicate al Consorzio cooperativo costruzioni (Lega), ha la strada spianata. Il tracciato sarà di 22 chilometri suddiviso in quattro linee comprese tra San Lazzaro e Borgo Panigale. La prima linea collegherà questi due estremi della città passando da via Rizzoli, la linea 2 sarà compresa tra via Genova e la stazione Centrale, la terza partirà da Borgo Panigale e giungerà sempre alla Centrale e la quarta che avrà un estremo in via Battindarno, passerà da via Irnerio, oltrepasserà San Lazzaro e arriverà alla stazione di Caselle del sistema ferroviario metropolitano. Settanta saranno le fermate e 3000 persone all' ora la capacità con frequenza inferiore a tre minuti. Ma l' esordio ufficiale in città del «Civis» è stato guastato dal volantinaggio dei rappresentanti dell' associazione «Bologna pulita» che hanno duramente contestato questo tram definito dai francesi (a Rouen l' azienda trasporti ha provato il mezzo e l' ha rispedito al mittente) un «trolley bus», molto meno di un tram su gomma. Secondo «Bologna pulita», questo sistema non migliora nessuna delle attuali prestazioni dei filobus autosnodati di 18 metri. il «Civis» non vince sui costi (ogni vettura vale 1,25 milioni di euro contro 0,67 del filobus), non ha più posti a sedere (29 contro i 36 della linea 13), non ha più capienza (141 contro 165), non dispone di frequenze più fitte (2,5 minuti contro 2 nelle ore di punta), è più ingombrante (è alto 3,4 metri, alto 2,55 contro 2,93 e 2,50) e arrecherà inoltre un grave disagio per i cantieri. Questi ultimi, oltre alle infrastrutture, dovranno ricavare lungo i 22 chilometri del percorso una sorta di «trottatoio», sul quale passeranno le ruote del tram, costituito da una doppia soletta di cemento armato profonda mezzo metro la quale eviterà lo sfondamento dell' asfalto. Il primo percorso per sperimentare il mezzo sarà quello che collega Borgo Panigale con il deposito Battindarno. Atc ha già fatto sapere che all' incrocio tra la via omonima e via Emilia Ponente, si dovrà procedere con guida manuale anziché ottica perché il raggio di curvatura è troppo stretto. Inoltre l' ingombro complessivo del mezzo sarà comunque parecchio imponente: 3,5 metri, più di un tram su rotaia. Criticata, nella versione esposta, anche la mancanza di posti riservati in cui possano essere sistemate e ancorate le carrozzelle dei disabili. - VALERIO VARESI

Quel tram è solo un filobus

Repubblica — 15 aprile 2004   pagina 4   sezione: BOLOGNA

«Se avessimo ragionato con l' occhio alle elezioni, avremmo lasciato perdere» confessa con imbarazzo il vicepresidente della Provincia Tiberio Rabboni. è convinto che il ricorso al Tar per invalidare l' assegnazione dell' appalto relativo al tram, sia una sorta di autogol: «Alimenterà sicuramente il vittimismo del Comune secondo il quale loro sono quelli che fanno e noi quelli che disfano». Ma al ricorso, palazzo Malvezzi, come spiega il presidente Vittorio Prodi, è arrivato «per costrizione e per senso di responsabilità nei confronti della città», visto che la giunta comunale, a giudizio dei colleghi della Provincia, imporrebbe a Bologna un filobus spacciato per tram che costa il quadruplo di un filobus normale e porta meno persone del sistema attuale. «Ci siamo decisi a presentare ricorso con richiesta anche di sospensiva dell' appalto - riprende Rabboni - dopo aver letto il nulla osta per la sicurezza della Commissione ministeriale nel cui testo si dice chiaramente che il mezzo non è espandibile da 18 a 24 metri per il fatto che non è a guida vincolata o a via guidata. Ma il capitolato d' appalto - prosegue - prevede chiaramente che il mezzo abbia questi requisiti. Inoltre, lo stesso capitolato, prevedeva una densità di 4 viaggiatori per metro quadrato, mentre il progetto 'Irisbus' ne prevede 6 sul 'Civis' . In questo modo - conclude Rabboni - si è alzata la capacità teorica di trasporto, ma non quella reale». Tuttavia, la contraddizione più stridente, secondo la Provincia, sta nel fatto che la stessa Commissione ministeriale definisce il tram su gomma «Civis» «a tutti gli effetti un veicolo filoviario dotato di un dispositivo che fornisce un ausilio alla guida del mezzo». E proprio per questo prescrive tre condizioni. La prima impone che vengano «predisposte da parte del direttore di esercizio precise istruzioni in merito all' esercizio del sistema da cui risulti evidente che la responsabilità della corretta conduzione del mezzo rimane completamente a carico del conducente». La seconda prevede che il personale venga «opportunamente addestrato sull' utilizzo della tecnologia specificata». L' ultima prescrizione concerne «l' obbligo per il conducente di mantenere sempre le mani sul volante anche durante la guida con modalità automatica». «è pertanto evidente che il mezzo non è a guida vincolata - aggiunge Rabboni - e l' Atc non avrebbe dovuto affidare l' appalto in fretta e furia. Il parere è arrivato all' azienda il 12 febbraio e il 13 è stata aggiudicata la gara del tram». Il ricorso al Tar è anche nei confronti del nulla osta del ministero visto che proprio quest' ultimo avrebbe dovuto accorgersi che il mezzo vincitore non corrispondeva ai requisiti previsti dal capitolato». Ora la parola spetterà ai giudici che, per ciò che concerne la sospensiva, dovrebbero esprimersi entro la prima decade di maggio. Al fianco della Provincia il «Laboratorio Bologna pulita» (quello che si oppose all' abbattimento di 168 alberi sacrificati a un tunnel dove sarebbe passato il tram) che ritiene assurdo «spendere 200 milioni di euro per acquistare un filobus a minore capacità di trasporto di quelli già in circolazione». - VALERIO VARESI

Tram, si tratta per variare il tracciato

Repubblica — 25 agosto 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

Comune e Provincia sono al lavoro per trovare «un' intesa politica» con il ministero delle Infrastrutture, con Atc e con Irisbus (la società che ha vinto l' appalto per la realizzazione della tramvia) per modificare il tracciato del tram, oggi previsto sull' asse est-ovest della città. Per evitare una contesa legale interminabile che bloccherebbe tutto il progetto, gli enti locali bolognesi sarebbero pronti a rassegnarsi al Civis, un modello di tramvia che il centrosinistra in passato ha sempre criticato definendolo un semplice filobus, solo più costoso. L' assessore comunale alla Mobilità Maurizio Zamboni, Prc, assieme al collega Giacomo Venturi (assessore ai Trasporti in Provincia), è al lavoro per trovare una soluzione entro l' 8 settembre, giorno nel quale è stata convocata l' assemblea dei soci di Atc. «Il problema - spiega Zamboni - è da affrontare in modo molto pragmatico. Il mezzo prescelto, il Civis, non ci pare soddisfacente e adatto a servire la direttrice est-ovest. Ha la capacità di un filobus e su quella linea non cambierebbe molto. Dobbiamo avere un rapporto molto chiaro ed esplicito con il ministero. Ma è ormai pregiudicata la possibilità di avere un unico sistema tecnologico tra la tramvia e il metrò. Spero ci possa comunque essere un' armonizzazione tra la tecnologica utilizzata per il tram e quella da utilizzare per la metropolitana».

Zamboni: Tram più vicino se Agostini si fa da parte

Repubblica — 27 agosto 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

«Il presidente dell' Atc dovrebbe farsi da parte, se non altro per bon ton istituzionale». Torna all' attacco la nuova giunta comunale. E questa volta è l' assessore alla mobilità Maurizio Zamboni a presentare un aut aut al presidente dell' azienda trasporti Maurizio Agostini. «La sua presenza all' Atc complica la soluzione del problema tram, non la facilita affatto - dice l' assessore - se siamo in una situazione di difficoltà è a causa della forzatura compiuta dal Cda che ha firmato il contratto con Irisbus quando si conoscevano le riserve non solo di chi pochi giorni dopo avrebbe vinto le elezioni, ma anche della Provincia che è azionista al 33% dell' azienda trasporti. Ci voleva più prudenza e oggi Agostini non può chiedere un salvacondotto alla nuova giunta. Salvacondotto che non potremmo dare neppure se volessimo». Zamboni ha parlato a lungo con i cronisti ieri al termine della prima giunta dopo le vacanze di ferragosto. Per l' assessore di Rifondazione comunista «il progetto di tramvia si può e si deve migliorare senza perdere i finanziamenti, lavorando a contatto con il ministero e puntando a un progetto migliore, ma con grande pragmatismo e sapendo che i margini sono stretti». Il 26 settembre scadono i termini per l' inizio dei lavori del Civis. Entro quella data l' Atc deve consegnare i lavori a Irisbus che ha vinto una gara d' appalto. Il Comune vuole cambiare quel progetto che ritiene sbagliato, ma per farlo ha bisogno sia del ministero dei Trasporti, sia di un accordo ed eventualmente un nuovo contratto con Irisbus che ha vinto la gara. L' una e l' altra cosa devono avvenire entro il 26 settembre. Difficile, però, che i lavori possano partire a fine mese. C' è tuttavia una buona notizia «il finanziamento del metrò - spiega Zamboni - non cade sotto la scure del decreto taglia spese». Dunque se i lavori non partono non è automatico che cadano i finanziamenti. Dipende dal ministero con il quale il Comune sta valutando alcune possibili correzioni al progetto. Quali alternative? E' possibile uno stravolgimento del progetto e l' impiego dei fondi del tram in un piano integrato con il metrò? Zamboni lo esclude. «Magari si potesse. Purtroppo noi dobbiamo lavorare su una situazione in gran parte compromessa». Né sarà facile cambiare il percorso del tram, che come è noto si muove lungo la direttrice est-ovest, Borgo Panigale - San Lazzaro. «Ci sono alcuni punti fermi che, ci piaccia o no, non sono modificabili - dice Zamboni - esattamente come per il metrò dove il tratto fiera-stazione è ormai un dato di fatto. Non è quello dal quale partirei, ma rinunciarvi oggi vorrebbe dire perdere i finanziamenti. Dunque occorre lavorare con senso pratico attorno a ipotesi percorribili». Le alternative attualmente in esame anche per il tram possono essere diverse, non esclusa quella di un cambiamento di tecnologia. Le soluzioni tecniche, comunque esistono, sottolinea Zamboni, ma occorre trovarle con la Provincia e con il ministero e in questo quadro «un' Atc non allineata con gli azionisti potrebbe creare problemi». Certo, aggiunge Zamboni, le polemiche sui giornali in una fase così delicata non aiutano. E fa male Agostini, secondo l' assessore, a invocare lo spoil system. «Lo spoil system - dice - è quello adottato dalla vecchia giunta che ha effettuato nomine così delicate durante le elezioni e poi del presidente dell' Atc che ha assegnato l' appalto e firmato il contratto sul quale c' era forte contrarietà istituzionale di uno dei soci». Come si risolve il braccio di ferro che dura da mesi con i vertici dell' Atc? «La via più semplice - dice l' assessore ai trasporti - è che chi ha avuto la nomina da un altro sindaco si tolga di mezzo e rimetta il mandato». E se ciò non avviene? «A quel punto sarà il sindaco a decidere come procedere». (l.n.)

Summit sul Passante Nord Chiediamo garanzie

Repubblica — 31 agosto 2004   pagina 2   sezione: BOLOGNA

La Provincia ribadisce che il Passante autostradale a nord «è la soluzione più efficace fra tutte quelle proposte». E oggi alle 15 l' assessore alle Infrastrutture di palazzo Malvezzi Giacomo Venturi riunirà i sindaci dei Comuni interessati al tracciato (un braccio autostradale a tre corsie per senso di marcia che si discosta dalla A1 a Lavino e si riallaccia alla A14 nei pressi di Castel San Pietro), per preparare l' incontro del 9 settembre con il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. I Comuni di Argelato, Budrio, Bentivoglio, Calderara, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Ozzano, Sala bolognese, San Lazzaro e Zola assieme al presidente del quartiere Borgo Panigale, hanno detto sì all' infrastruttura, ma a condizione che venga attuata con l' uso di tutte le precauzioni capaci di ridurre l' impatto ambientale sulle popolazioni. Il 2 Venturi incontrerà i comitati e Legambiente che invece si oppongono al Passante proponendo la soluzione alternativa dell' allargamento in loco sfruttando le attuali scarpate dell' asse tangenziale-Autostrada. Il compito dell' assessore sarà tentare di convincere i contrari sulla base della valutazione costi-benefici. «Noi non vogliamo costruire una nuova autostrada che incrementi ulteriormente il traffico su gomma - spiega Venturi - ma creare una vera integrazione tra i vari sistemi di trasporto bolognesi al punto da farli funzionare in sinergia. Per questo abbiamo chiesto che a Roma, dal ministro, ci siano anche Trenitalia e Rete ferroviaria italiana». L' argomento «tecnico», quindi, sarà l' arma su cui la Provincia farà leva per convincere i comitati della soluzione «Passante a nord». A questo proposito, verrà anche istituito un comitato tecnico per valutare sotto il profilo squisitamente trasportistico le varie soluzioni. Tutto ciò per comporre anche le residue divergenze con Rifondazione comunista a cui non è mai del tutto piaciuta la scelta dello stesso Passante. «Ripeto - riprende Venturi - si tratta della soluzione più efficace sul piano tecnico. Basti pensare che il 60% del traffico autostradale non è diretto a Bologna ma è di semplice attraversamento. Tenerlo a ridosso della città, nella prospettiva che esso cresca, ritengo sia un danno notevole sotto l' aspetto dell' inquinamento atmosferico e acustico». Le altre soluzioni sono state scartate soprattutto per questo elemento. Sia l' ipotesi della «banalizzazione» (togliere le barriere tra tangenziale e autostrada), che quella di Legambiente-comitati di cui sopra, fino al Passante a sud proposto dal consigliere regionale di Forza Italia Ubaldo Salomoni che è stato ritenuto troppo oneroso (avrebbe richiesto la costruzione di molte gallerie) e incompleto perché non avrebbe raccolto tutto il traffico che grava sul nodo bolognese. Il Passante, nella strategia della Provincia, sarà uno dei capisaldi della mobilità del futuro assieme al metrò, al tram (non il Civis contro il quale la Provincia riconferma il ricorso per la revoca dell' appalto) e al sistema ferroviario metropolitano. - VALERIO VARESI

Passante, sì dei sindaci Verdi e Prc contestano

Repubblica — 01 settembre 2004   pagina 4   sezione: BOLOGNA

Entro il 15 novembre, data stabilita dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi come limite per la presentazione del nuovo metrò, Provincia, Comune e Regione sistemeranno i tasselli fondamentali della nuova mobilità bolognese. In altre parole, presenteranno i tracciati riveduti e corretti del Passante autostradale a nord, del citato metrò e del tram. Quest' ultimo senza che si conosca l' esito (il pronunciamento è previsto per i primi di gennaio 2005) del ricorso al Tar della Provincia che contesta l' assegnazione dell' appalto al consorzio «Irisbus», produttore del «Civis», per inottemperanza al capitolato. Tutto ciò nel giorno in cui i sindaci della Bassa bolognese interessati al tracciato (Argelato, Bentivoglio, Budrio, Calderara, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Ozzano, Sala, San Lazzaro e Zola, più il presidente del quartiere Reno e l' assessore alla Mobilità cittadino Maurizio Zamboni), si sono riuniti a palazzo Malvezzi e hanno sostanzialmente dato il loro sì al Passante di fronte all' assessore alle Infrastrutture Giacomo Venturi e alla presidente Beatrice Draghetti. Ma il momento dell' assenso dei sindaci è anche stato il momento del dissenso politico in seno al centrosinistra con la vivace contestazione, proprio davanti alla sede della Provincia, di rappresentanti dei Verdi e di Rifondazione comunista. Per il partito di Bertinotti era presente il capogruppo in Consiglio provinciale Sergio Spina. «Nel progetto che nel 2004 ha portato alla vittoria di Cofferati - ha protestato l' altro capogruppo, Alfredo Vigarani dei Verdi - il tema del passante a nord non c' era. O meglio, non era un accordo della coalizione e quindi ognuno ha la massima libertà». Più duro l' altro esponente ecologista Filippo Boriani per cui il «Passante non passerà». Vigarani ha comunque insistito definendo l' infrastruttura «la pietra tombale delle politiche di sostenibilità ambientale della Provincia». A fianco di Verdi e Rifondazione c' erano i comitati anti Passante e il Wwf. Una grana per la maggioranza, anche perché, a discutere di Passante con Draghetti e Venturi c' era anche Zamboni. «Gli abbiamo fatto notare che ha il porta-occhiali come Bertinotti» ha chiosato scherzosamente Vigarani. Per dirimere la questione politica, la Provincia punta sul tecnico promuovendo un comitato tecnico-scientifico di 10 persone tra cui 2 rappresentanti dei comitati. Uno sarà espresso dalla Regione, 4 dalla Provincia (di cui 2 della minoranza) e tre dai Comuni. «Lì discuteremo e ricomporremo le divergenze» confida Venturi. «Non sarà facile, ma siamo coscienti della sfida. Chiedo a tutti la disponibilità a comprendere anche le ragioni degli altri». La nomina dei rappresentanti sarà fatta a giorni e il comitato avrà tempo due mesi per discutere. Per ciò che riguarda le aree attraversate, Venturi propone ai Comuni piani regolatori che congelino le destinazioni a verde e agricola. - VALERIO VARESI

Per il tram su gomma cambio a novembre

Repubblica — 03 settembre 2004   pagina 5   sezione: BOLOGNA

«Entro il 15 novembre occorre un chiarimento sul 'Civis' (il tram su gomma promosso dalla giunta Guazzaloca n.d.r.) altrimenti il quadro dei trasporti bolognesi rimarrà zoppo» avverte l' assessore alla Mobilità del Comune Maurizio Zamboni. La metà di novembre, infatti, è la scadenza indicata dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi per la presentazione del nuovo tracciato del metrò. Ma nell' occasione, Regione, Municipio e Provincia intendono tenere a battesimo l' intero quadro delle infrastrutture di trasporto provinciali. Oltre alla tramvia riveduta e corretta (o un' altra tecnologia), si conosceranno i tracciati del metrò e del Passante. E se per questi ultimi i giochi sembrano fatti, il «Civis» rischia di scompaginare i piani della giunta comunale. Il tram su gomma, infatti non piace a nessuno: «Non è possibile usare una tecnologia debole su una direttrice che ha bisogno di grande capacità di trasporto» spiega Zamboni. L' imperativo è, pertanto, cambiare, anche perché dal mezzo usato per trasportare i passeggeri da Borgo Panigale a San Lazzaro dipende l' organizzazione di metrò e sistema ferroviario di bacino visto che, nella visione cofferatiana dei trasporti «tutto si tiene». Il problema allora è come trasformare o sostituire il «Civis». «Penso a una triangolazione tra ministero, enti locali e Atc che porti a una soluzione coinvolgendo anche il consorzio 'Irisbus' , costruttore del tram su gomma e vincitore dell' appalto» spiega Zamboni. «Stiamo cercando la soluzione giuridicamente accettabile, ma una via d' uscita occorre trovarla entro il 15 novembre». Sull' appalto del tram pende un ricorso della Provincia la quale ritiene che l' assegnazione a «Irisbus» sia stata fatta senza tener fede ad alcuni presupposti del capitolato. Ma il Tar non sarà d' aiuto a Comune, Regione e Provincia, visto che si pronuncerà nel gennaio del prossimo anno mentre le decisioni urgono già a novembre. Uscire da questo impaccio non è facile. «Stiamo valutando - ribadisce Zamboni - potremmo spostare il tram su gomma laddove risulterebbe più utile oppure offrire a 'Irisbus' la possibilità di cambiare tecnologia a patto che disponga di altri mezzi a più elevata capienza. E a patto - prosegue - che il ministero sia d' accordo». Un gruppo tecnico formato da esperti di Regione, Provincia e Comuni di Bologna e San Lazzaro (il sindaco Marco Macciantelli ha designato due tecnici a tempo di record) sta lavorando da oltre un mese per trovare la soluzione. E non si tratta dell' unico tema allo studio. «Va definita anche l' architettura gestionale del metrò - riprende Zamboni - visto che finora il tutto è stato visto come un mero investimento comunale». - VALERIO VARESI

Nessun rischio per i finanziamenti

Repubblica — 07 settembre 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

L' opposizione paventa la perdita dei fondi stanziati dalla legge 211 per il tram, ma gli assessori alla Mobilità del Comune e della Provincia, rispettivamente Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi, smentiscono. O meglio «la smentita viene dal ministero» spiegano questi ultimi. Al duo in missione lampo a Roma, i funzionari alle dipendenze del dicastero dei Trasporti hanno riferito che «i soldi già destinati a Bologna non spariranno nemmeno se la consegna dei lavori non avverrà entro il 25 settembre prossimo» spiega Venturi. Questo significa che ci sarà maggiore tempo per valutare le soluzioni alternative a un tram, il «Civis» del consorzio «Irisbus», già affidato dopo una contestata gara d' appalto. Ieri in commissione il presidente di Atc Maurizio Agostini e l' ex assessore al Bilancio Gian Luca Galletti hanno sostenuto la tesi secondo la quale i «fondi certi ora saranno messi su un binario che porta a una grande incertezza». Secondo Agostini, «la contrattualistica» vincolerebbe il Comune a dare il via ai lavori consegnando l' appalto al vincitore «a meno che non si trovino altre soluzioni». E mentre la maggioranza non ha volutamente profferito verbo («l' udienza è conoscitiva, siamo venuti ad ascoltare» ha detto il sindaco Sergio Cofferati), la risposta è arrivata dai due assessori in viaggio a Roma. «Adesso siamo più tranquilli e potremo guardare al progetto complessivo dei trasporti bolognesi con maggiore tranquillità» spiega ancora Venturi. Ma per quanto tempo sarà possibile posticipare l' avvio dei cantieri? «Il tempo necessario a mettere a punto le tessere del trasporto cittadino - prosegue l' assessore provinciale - diciamo che entro la fine dell' anno dovrà essere tutto a posto». Ma tra la fine dell' anno e i primi giorni del 2005 anche il Tar dovrebbe pronunciarsi sul ricorso della Provincia che ritiene l' affidamento fatto a «Irisbus» non conforme al capitolato. Ma secondo Zamboni e Venturi, non «necessariamente occorrerà attendere la decisione del Tar». è possibile anche l' accordo su una modifica di tracciato o di tecnologia. Il «Civis», per esempio, potrebbe essere utilizzato per un tragitto differente da quello Borgo Panigale San Lazzaro per il quale occorre un mezzo di grande capacità. «Siamo scesi a Roma - riassume Zamboni - per chiarirci sulle procedure e sui tempi e perché venisse ribadita la certezza dei finanziamenti. Il fatto che si possano perdere i fondi è un' opinione del presidente Agostini che non coincide con l' opinione di chi deve decidere». (v.v.)

Atc, sfida in Commissione Agostini non si dimette

Repubblica — 07 settembre 2004   pagina 3   sezione: BOLOGNA

La minoranza chiede, ma la maggioranza non risponde. E alla fine il consigliere di Forza Italia Daniele Carella cerca di buttarla sull' ironico definendo l' atteggiamento con una frase che sa di citazione: «Un assordante silenzio». Più che assordante è apparso vagamente surreale, col presidente della commissione Affari istituzionali Carlo Monaco che per lunghi e imbarazzanti minuti ha chiesto chi volesse intervenire ricevendo come risposta solo sguardi muti. In tempi in cui un cordolo stradale alimenta dibattiti di ore, s' è trattato di un atteggiamento davvero inedito e inconsueto. «Siamo qui per ascoltare il presidente di Atc Maurizio Agostini» ha laconicamente spiegato il sindaco Sergio Cofferati. Ma intorno a lui gli sguardi muti dei consiglieri della maggioranza assomigliavano più a quelli di giurati che di uditori. La tensione è stata palpabile per la durata della brevissima seduta (non più di tre quarti d' ora, un record) in cui ha tenuto banco la questione dell' appalto della tramvia che dovrebbe essere consegnato entro il 25 settembre. L' ennesimo round di uno scontro tra il sindaco e il presidente di Atc nominato da Giorgio Guazzaloca e non dimessosi dopo la caduta di quest' ultimo. Agostini ha chiesto lumi proprio sull' appalto considerando che il Comune e la Provincia detengono la quasi totalità dell' ex municipalizzata che dovrà affidarlo. La gara ha infatti visto vincitore l' unico concorrente: il consorzio «Irisbus» riconducibile al gruppo Fiat il cui mezzo proposto, il «Civis», non convince il centro sinistra. «Che fare?» ha chiesto il presidente Atc, il quale ha anche messo in guardia sulla possibile perdita dei fondi già stanziati dalla legge 211 in caso di non affidamento. Domande reiterate dal consigliere de «La tua Bologna» Gian Luca Galletti. «Intendiamo conoscere cosa farà la proprietà mercoledì 8 in occasione del Consiglio di amministrazione di Atc» ha detto. «In particolare se vi parteciperà e, in caso di presenza, cosa deciderà? Andare avanti con l' affidamento oppure no? Se non si andrà avanti, quale ipotesi alternative ci sono?». Ma tutto questo chiedere non ha prodotto che sguardi da sfingi: muto Salvatore Caronna, muto Claudio Merighi, muto Segio Lo Giudice, muti tutti gli altri. Al che Carella, dopo aver definito nel modo citato l' atteggiamento, l' ha buttata sui principi della democrazia, in particolare sul confronto e sul dibattito che ne sarebbero il sale. A quel punto, il sindaco ha interrotto il suo silenzio per far notare che «la seduta è conoscitiva e non prevede una discussione nel merito della questione». Su quest' ultimo punto ha aggiunto che «in sede di consiglio di amministrazione spiegheremo cosa intendiamo fare». Una ventata di gelo su Agostini che sperava di poter ricevere un indirizzo e invece è uscito dall' udienza «conoscitiva» sapendone ancor meno di prima. Oltretutto vedendo crollare il pilastro sul quale si appoggiavano tutti i suoi timori di perdere i fondi. Dal ministero, infatti, gli assessori alla Mobilità di Comune e Provincia Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi hanno ricevuto la rassicurazione che i quattrini della legge 211 non saranno persi nemmeno se l' appalto del tram sarà consegnato dopo la data prefissata del 25 settembre. - VALERIO VARESI

Sul tram si cerca un accordo

Repubblica — 30 ottobre 2004   pagina 5   sezione: BOLOGNA

L' otto novembre il piano dei trasporti bolognese stilato dalla giunta Cofferati sarà discusso in Consiglio comunale e il 9 sarà approvato dalla giunta stessa. «Dal 10 siamo pronti a presentarlo al ministero» spiega l' assessore alla Mobilità di palazzo D' Accursio Maurizio Zamboni precisando ancora una volta che sarà un piano complessivo di tutte le infrastrutture: Metrò-tramvia, Passante autostradale (anche se esso ha un iter di finanziamento autonomo) e tram su gomma. Quest' ultimo è il tassello più incerto in quanto legato a un accordo tra le istituzioni cittadine (Comune, Provincia, Regione e Atc, più il Ministero) e «Irisbus», azienda del gruppo Fiat costruttrice del tram su gomma «Civis», vincitrice dell' appalto bandito nel corso della passata tornata amministrativa. Tale appalto prevedeva una linea di tram su gomma da San Lazzaro a Borgo Panigale ora parzialmente sostituita dalla metrò-tramvia per ciò che riguarda il ramo di via Emilia verso Modena. Per il tram su gomma rimarrà solo l' itinerario che va dal centro a San Lazzaro. Ora si tratterà di capire se «Irisbus» accetterà questa soluzione forte di un appalto vinto. Da qui l' esigenza di mettere tutti seduti a discutere come uscire dalla situazione di stallo. D' altra parte, la giunta non ha mai fatto mistero di considerare il «Civis» inadatto al percorso cui era predestinato. Da una parte la volontà politica di rivedere i giochi stabiliti dalla precedente giunta, dall' altra la certezza di un appalto vinto. La mediazione appare possibile mettendo in gioco anche il ricorso al Tar, a suo tempo presentato dalla Provincia, secondo il quale l' affidamento sarebbe stato fatto contravvenendo ad alcuni dettami del capitolato. Detto in termini brutali, palazzo Malvezzi potrebbe ritirare tale ricorso che, se accolto, porterebbe alla revoca dell' appalto vinto da «Irisbus». In cambio, la stessa «Irisbus», accetterebbe una linea «dimezzata» dal centro a San Lazzaro. Questa è l' ipotesi a cui si sta lavorando. L' azienda del gruppo Fiat per il momento sta alla finestra disponendosi comunque al dialogo. «Stiamo attendendo che il Comune e la Provincia ci facciano delle proposte di fronte alle quali svolgeremo valutazioni tecniche» spiega il responsabile del sistema «Civis» Luca Cordiviola. «Vedremo cosa ci proporranno, in ogni caso noi siamo aperti e disponibili al dialogo. Il nostro è un mezzo flessibile e facilmente adattabile a molte esigenze». Insomma, in queste settimane si arriverà a definire chiaramente anche la parte che il tram su gomma reciterà sulla scena dei trasporti bolognesi. E dopo la presentazione del quadro completo al ministero delle Infrastrutture, la parola spetterà al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che dovrebbe definire i finanziamenti per le infrastrutture cittadine. L' organismo si riunirà verso la metà del mese e quella sarà la seduta in cui si esprimerà su Bologna. - VALERIO VARESI

Missione romana per Zamboni il 30 nuovo percorso del tram

Repubblica — 10 novembre 2004   pagina 2   sezione: BOLOGNA

Missione-lampo a Roma dell' assessore alla Mobilità del Comune Maurizio Zamboni. L' obbiettivo era presentare il nuovo progetto di metrò-tramvia e concordare il percorso nuovo del «Civis» ora che Irisbus, Atc, Provincia e Comune hanno stipulato un accordo per ripensare il percorso del tram su gomma dopo la decisione di coprire il ramo verso Borgo Panigale con la Metrò-tramvia. «Siamo perfettamente in linea con la tabella di marcia» spiega con soddisfazione Zamboni dopo l' incontro coi tecnici del ministero delle Infrastrutture. La prossima tappa è rappresentata dalla presentazione del nuovo disegno del percorso del «Civis», che viaggerà tra il centro e San Lazzaro, entro il 30 novembre. «Quella è una data limite - riprende l' assessore - per poter muovere i soldi stanziati per il tram su gomma». Ancora non è chiaro quanti saranno, ma stando al vecchio finanziamento già stabilito dal Cipe, si tratterebbe di 90 milioni di euro da parte dello Stato, di 60 milioni per parte Atc, di circa 8 milioni che arriveranno dalla Regione e di uno dal comune di San Lazzaro. Se ci saranno cambiamenti vista la linea più corta, si potrà anche pensare a «una rimodulazione dei finanziamenti» con una sorta di compensazione tra infrastrutture. Nel frattempo, l' esame del progetto di Metrò-tramvia ha riscosso ottimi giudizi secondo i tecnici del Comune che hanno composto la delegazione in missione nella capitale. «Il ministero ci ha garantito che l' infrastruttura bolognese andrà all' esame del Cipe entro la fine del mese» spiega ancora Zamboni. Il quale aggiunge con una punta di ottimismo: «Di solito non si porta un progetto all' esame del Cipe per bocciarlo». Gli undici chilometri e mezzo dalla Fiera fino a Borgo Panigale hanno così da ieri più probabilità di tradursi dalla potenza all' atto. Il tragitto continua, comunque, a far discutere. In particolare il tratto in superficie che affiorerà in via Saffi per poi viaggiare sulla destra della via Emilia fino al Maggiore. L' opposizione paventa il blocco della strada che oggi sopporta dai 40 ai 50 mila veicoli al giorno. I tecnici di Palazzo d' Accursio replicano che sulla strada non gireranno più i bus lasciando libero molto spazio, così come saranno tolte le corsie preferenziali sulle quali potrà viaggiare il traffico privato. Inoltre, sarà costruita una nuova strada a nord della via Emilia da Prati di Caprara a via Trimvirato potenziando via del Chiù e costruendo una strada nuova dopo via Agucchi con un altrettanto nuovo ponte sul Reno. (v.v.)

Un nuovo tratto per la tramvia

Repubblica — 11 novembre 2004   pagina 5   sezione: BOLOGNA

Cancellato il «braccio occidentale» del tram «Civis», coperto dal nuovo tragitto della metrò-tramvia, la giunta medita di utilizzare tratte finora pensate in qualità di alternative «tecniche» come permanenti. Nulla di certo, tutto allo studio, ma l' altissima frequenza prevista per il «Civis», vale a dire 65 secondi, potrebbe consentire di distribuire i convogli in modo assai capillare anche lungo direttrici prima non considerate che come possibili varianti. è il caso del percorso che da porta San Vitale consentirebbe di raggiungere via Irnerio attraverso viale Filopanti e poi via dei Mille e piazza dei Martiri approdando poi in stazione passando da via Amendola. Questo itinerario era stato concepito inizialmente come aggiramento del centro città in caso quest' ultimo fosse intasato da manifestazioni o blocchi stradali. La variante si aggiungerebbe alle altre alternative di percorso in centro. Riassumendo, il tram su gomma San Lazzaro-stazione-centro, arriverebbe a porta San Vitale con la possibilità di due tragitti. Il primo, quello prioritario, prevede la prosecuzione lungo via San Vitale fino alle due torri, l' altro, quello secondario, ipotizza di svoltare verso viale Filopanti, imboccare via Irnerio, giungere in via dei Mille fino alla rotonda di piazza dei Martiri da dove raggiungerebbe la stazione ferroviaria attraverso via Amendola. Nel caso del percorso prioritario, una volta arrivati sotto le due torri, sono ipotizzabili due direttrici. Una tirerebbe diritto imboccando Strada Maggiore uscendo così dal centro. L' altra svolterebbe in via Rizzoli, percorrerebbe via Ugo Bassi, curverebbe a destra verso via Marconi per poi approdare anch' essa in piazza dei Martiri e continuare col percorso già citato fino alla stazione Centrale. «Stiamo studiando le possibilità che si aprono di fronte a noi, ma ancora non c' è nulla di definito» spiega l' assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni. «Quello che posso dire è che la decurtazione dovuta al taglio del ramo verso Borgo Panigale, non è del 50% ma di molto meno con queste rimodulazioni. Siamo comunque a buon punto - prosegue - vale a dire alla soglia dell' approvazione definitiva della riconversione del progetto originario. Dopo questo passaggio, saranno affidati i lavori di realizzazione dell' opera». La delibera che riassume le modifiche al progetto precisa che il tracciato San Vitale-via dei Mille non comporterà un maggiore impatto ambientale. Rispetto alla valutazione su questo tema, invece, la nuova soluzione progettuale consente una capacità di trasporto analoga o addirittura superiore. La delibera spiega anche che verranno soppresse le linee di bus 27 e 19 nella parte est. Altra novità è che «Irisbus» (produttrice del «Civis», che ha vinto la gara di appalto) si impegnerà a fornire all' Atc (soggetto realizzatore dell' opera), prima dell' avvio dei cantieri, «le condizioni economiche per la fornitura e messa in servizio dei veicoli 'Civis' da 24,5 metri». Rispetto all' ingombro dei mezzi, le modifiche del tracciato hanno eliminato tutti gli elementi di maggiore criticità Inoltre, dalla documentazione risulta che in tutta la parte restante del tracciato «l' ingombro del 'Civis' e il relativo raggio di curvatura non creano problemi particolari alla mobilità». Anche se più lungo, il tram non paralizzerà il traffico. La delibera spiega anche che le modifiche apportate al progetto, veicoli compresi, garantiranno una migliore integrazione con la metrò-tramvia e il Servizio ferroviario metropolitano. In particolare vengono citati i nuovi elementi sulla capacità dei mezzi e sulla loro frequenza (1,5 minuti). Si parla anche di una «maggiore protezione del tracciato in sede propria». Da verificare è anche la fattibilità, nel comune di San Lazzaro di un senso unico sulla via Emilia-levante». - VALERIO VARESI