| CIVIS
An fa un esposto alla Corte dei Conti
Nonostante i cantieri di San Lazzaro già avviati e quelli di Via Genova in partenza lunedì, non è ancora detta l'ultima parola sul discusso filobus a guida ottica. An scende in campo per bloccare il progetto
Bologna, 24 maggio 2008 - I tempi per bloccare il Civis ci sono ancora . Nonostante i cantieri di San Lazzaro gia' avviati e quelli di Via Genova in partenza lunedi', non e' ancora detta l'ultima parola sul discusso filobus a guida ottica. O almeno e' quanto sostiene il gruppo consiliare bolognese di Alleanza Nazionale che scende in campo con una serie di iniziative per bloccare un progetto che "cosi' com'e' oggi, va cancellato". Il primo passo e' gia' stato compiuto con un esposto depositato alla Corte dei conti il 22 maggio.
Della parte giuridica, per conto di An , si sono occupati i due avvocati Giuliano Boschetti e Antonio Nenzioni, che oggi hanno reso note le motivazioni del procedimento: tutte questioni legate ai costi del Civis. Prima di tutto, attacca Boschetti, non si capisce perche', visto che il progetto attuale e' stato dimezzato rispetto a quello della Giunta Guazzaloca, i costi sono rimasti fondamentalmente invariati. Cioe' il progetto Guazzaloca prevedeva due tratte: una da san Lazzaro a Bologna centro e una seconda da Bologna centro (Porta San Felice) a Borgo Panigale.
Nel progetto attuale, pero', questo secondo tratto e' stato stralciato, sostituito dal progetto della metrotranvia. Ma a questo dimezzamento sulla carta, non corrisponde un dimezzamento dei costi. Numeri alla mano si vede infatti che se per il progetto iniziale occorrevano 182 milioni di euro oggi ne servono 176 milioni. Un calo di soli sei milioni per meta' percorso, continua Boschetti, che non e' giustificabile con le migliorie qualitative apportate al progetto.
Ma questo e' solo il primo dei problemi. Il secondo che denuncia An, e che e' diventato oggetto dell'esposto, e' uno spreco di 1.250.000 euro. Questa e' infatti la cifra che l'amministrazione deve versare a Irisbus, che ha fatto il primo progetto, per gli oneri di progettazione del tratto che non verra' piu' realizzato. Cioe', quando si e' deciso di non realizzare piu' la parte Porta San Felice-Borgo Panigale, Irisbus aveva gia' realizzato il progetto esecutivo e quindi andra' comunque pagata. Motivazioni valide, sono convinti, ma in ogni caso, frena gli entusiasmi l'avvocato, "la Corte dei conti non blocca il progetto, la corte dei conti condanna". In questo caso, se venisse riconosciuto che i soldi da versare a Irisbus sono frutto di scelte sbagliate da parte degli amministratori, che non hanno tenuto conto di una progettazione gia' partita, proprio gli amministratori potrebbero essere condannati a pagare di tasca loro.
Altro motivo di perplessita' , per gli avvocati, e' il finanziamento statale, anche questo rimasto sostanzialmente invariato nonostante i cambi di progetto. Se prima, infatti, lo stato copriva le spese per 109 milioni di euro, ora il finanziamento e' sceso di soli 3 milioni di euro, arrivando a 106 milioni. Anche su questo l'esposto chiede spiegazioni. Le basi dell'atto sono fondate, e' sicuro Enzo Raisi, deputato di Alleanza Nazionale, ora resta solo da attendere, anche se sui tempi, avverte Boschetti, "e' un terno al lotto". Nel frattempo pero' An non restera' con le mani in mano, anzi. Raisi annuncia di voler andare fino in fondo, facendo ricorso a "tutte le armi che posso usare come parlamentare". Chiedera' quindi anche una verifica sul progetto al Ministero delle infrastrutture e una al Ministero dell'ambiente.
Ma oltre che a Roma, ci si muovera' anche in citta' dove presto sara' istituito un "Osservatorio giuridico sul Civis", sempre diretto dagli avvocati Boschetti e Nenzioni. Un ufficio, spiega Nenzioni, che dara' tutela legale a cittadini e residenti interessati dal Civis. Il giudice civile, continua, non puo' infatti sindacare sull'utilita' del mezzo ma puo' pronunciarsi sulle modalita' tecniche di realizzazione. "Se il progetto pregiudica i diritti anche di un solo cittadino", sostiene l'avvocato, si puo' parlare di risarcimenti, accorgimenti per cambiare le cose o, questa volta si', anche di uno stop al progetto. Casi simili, ricordano, sono gia' capitati per emissioni sonore, problemi di stabilita' dei palazzi, cavi dell'alta tensione che passavano su facciate storiche. E in caso di pericolo conclamato per il cittadino, il giudice si pronuncia subito.
Un po' quello che si spera possa accadere anche a Bologna, dove problemi come le vibrazioni dei palazzi non sono difficili da immaginare, soprattutto in zone come Strada Maggiore. Insomma l'osservatorio e' aperto alle segnalazioni dei cittadini, per tutelarli si', ma anche in attesa di una buona motivazione per sferrare l'attacco. Troppo tardi? Per Raisi non ancora. Del resto, spiega, gli interventi cominciati a San Lazzaro sono ancora "di prova", cioe' non e' stata ancora posta la rotaia. "E se siamo andati lunghi- continua- e' stato per difficolta' sulla trasparenza dei documenti". Scoprire ad esempio la questione costi, spiegano, e' stato tutt'altro che facile. Su questo si sente toccato da vicino Galeazzo Bignami, numero due di An in Comune ma anche Presidente della Commissione Bilancio. Proprio in questa veste ha firmato l'esposto e sul rapporto costi-opere realizzate, dice, sarebbe necessaria un'udienza conoscitiva della commissione.
Articolo tratto da:
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/bologna/2008/05/24/91487-esposto_alla_corte_conti.shtml |