il casoVia Marconi, divieto di fermata per i taxiI conducenti dei mezzi sul piede di guerra: faremo ricorso al Tar contro le banchine del Civis
Divieto di fermata. Taxi compresi. Anzi, soprattutto per i taxi. Che con la nuova viabilità di via Marconi in assetto pre-Civis non possono più caricare/scaricare i loro clienti su quella che è sempre stata una delle arterie più importanti per il traffico cittadino. Una delle vie, se non la via per eccellenza, a scorrimento più veloce. Non sarà più così. Non è già più così. E i cartelli del divieto di fermata messi in bella vista lungo tutta la strada la dicono lunga. Con conseguenze che saranno sempre più evidenti man mano che le attività riprenderanno del tutto. Neanche a dirlo: i taxisti sono già sul piede di guerra. Per ora volevano tenere le pentole coperte in attesa di incontrare l'assessore al Traffico Simonetta Saliera. Ma le voci circolano, i rischi e i limiti della nuova viabilità in via Marconi sono sotto gli occhi (più o meno attenti) di tutti i cittadini residenti o di passaggio. Ed ecco la «bomba» a orologeria che scoppia. E non a caso scoppia ora. Perché se fino adesso i vigili hanno chiuso un occhio e non hanno multato i taxisti in sosta, con la città che si rimette in moto le «minacce» di multe da parte della polizia municipale si stanno moltiplicando. Sul versante opposto, quindi, si annunciano ricorsi al Tar e al giudice di pace, oltre che la creazione di un movimento contrario alla nuova viabilità pre-filobus che coinvolga residenti, commercianti e associazioni di disabili che tutti i giorni devono andare in via Marconi al poliambulatorio San Camillo. «I vigili — spiega Alessandro Tedeschi, presidente di Ascom Taxi — ci hanno detto che chiudono un occhio per i primi due mesi, poi se vedono che ci fermiamo iniziano a multare. Ma noi su via Marconi non possiamo più lavorare: cosa diciamo ai clienti anziani e con handicap? Che andiamo a prenderli trecento metri più in là?». Morale: i taxisti stanno preparando un documento da mandare alla Saliera raccontando, neanche senza girarci troppo attorno, che vitaccia fanno. Le hanno già chiesto un incontro urgente, ma non s'è fatto sentire nessuno: presto torneranno all'attacco. Perché sulla preferenziale possono passare ma non fermarsi, il servizio che prima davano al cliente assomiglia sempre meno a un servizio e quelle isole spartitraffico in mezzo alla carreggiata sono considerate pericolose. «Oltre a fare ricorso al Tar contro quelle barriere architettoniche — continua Tedeschi — mobiliteremo le associazioni di handicap e i residenti». «Se ci fermiamo alla banchina del Civis — spiega anche Alfredo Caprini della Confartigianato Taxi — intralciamo tutto, oltre a rischiare la multa: la situazione dev'essere risolta al più presto soprattutto per la fascia debole dell'utenza». Più morbida Cgil-Unica: «Se ci fermiamo nelle laterali — dice Luigi Preci — alla fine si crea lo stesso intralcio che si può creare nelle laterali del centro». Peccato che in via Marconi ci sia il divieto di fermata ovunque. E poi i rischi. Dal 23 luglio a ieri, poco più di un mese, sono stati già quattro gli incidenti nella nuova via Marconi. Chissà come sarà la situazione da qui in avanti. Dal canto loro i negozianti sono già sul piede di guerra. Giuseppe Fiaccabrino del negozio Cinti dice: «Abbiamo bisogno del passaggio, se la gente non si può più fermare ci danneggiano». Anche il calzolaio all'incrocio con via Riva Reno, Roberto Bondioli, non ha dubbi: «Qui funziona molto la fermata improvvisa e c'è già stato un calo». È già a quota meno dieci clienti Cristina Borghi del Caffè del Navile: «Tra il divieto di fermata, il traffico, la gente che va contromano, in via Marconi non c'è più lo stesso passaggio. Se poi i taxi non si fermano più è un problema serio». Articolo tratto da: |
Tratto dal quotidiano L'Informazione di Bologna venerdi' 4 settembre 2009 pag. 6