From: L'Altrainformazione <laltrainformazione@gmail.com> La compagnia di giro non si ferma mai Gentile Assessore Zamboni, nel giorno stesso in cui si apprende che l'Unione Europea ha aperto il fascicolo Civis a Bruxelles, qui a Bologna lei come emerito componente della compagnia di giro, (come da adeguata definizione di un altro dei componenti, Sutti presidente di Atc, già noto per aver incassato 50.000 Euro dal Comune per un bilancio così ben fatto, da essere contestato dai revisori dei conti del Comune stesso, e per essere stato nominato, sempre dal Comune, consigliere di He ra ), ha espresso il suo illuminato e illuminante parere sul Civis, ponendo in primo piano la "coerenza" che costringerebbe in ogni modo a proseguire l'opera, a costo di capitolare come nel 99 sul "cordolo" della via Emilia, e nonostante, come le ricorda l'intervistatore, le critiche da lei espresse sul Civis nei tempi passati. A questo punto consiglio di leggere la risposta e di meditarla, e poi lascio ai cittadini la scelta, se mettersi a piangere disperatamente per la preoccupazione nel capire da chi siamo "governati", oppure pregare affinché qualcuno illumini la mente di costoro. Lei così esordisce : nello scorso mandato mi ero opposto alla sua realizzazione, perché l'amministrazione di allora, tra un tram con rotaie e un "ibrido" ha optato per quest'ultimo. L'ibrido era il famoso tram su gomma con guida ottica di cui abbiamo sentito parlare sino a poco tempo fa, e così denominato nei documenti ufficiali anche di questa amministrazione, finché improvvisamente ci si è accorti che l'incomparabile mezzo della Irisbus non poteva essere usato in altro modo che come un normale filobus, peraltro molto più costoso e ingombrante di quelli in circolazione e con ridotta capacità di trasporto. Lei asserisce invece che questa amministrazione avrebbe "deciso di modificare il progetto allo status di filobus a guida vincolata, per inserirlo all'interno di una rete di mezzi non inquinanti di grande capacità ecc.ecc." Ora, o si ritiene che la popolazione intera della città di Bologna sia completamente rimbecillita per il caldo afoso di questi mesi e quindi si può raccontare qualsiasi castronata senza conseguenza alcuna, o il caldo ha colpito pesantemente gli amministratori di questa città, e impedisce loro di articolare un argomento, anche se fasullo, che abbia un minimo di logica. Su questa metodologia si imposta poi l'argomento della durata dei lavori e della informazione da fornire ai soggetti interessati, "senza dimenticare (come sinora si è sempre fatto ndr.) il parere di enti come la Soprintendenza". Secondo lei, signor Zamboni, non ci sono tempi certi, ma c'è una certezza :i 1050 giorni dal 15 settembre scorso, quando iniziarono i lavori a San Lazzaro, entro i quali i lavori del Civis dovranno essere conclusi (quindi entro il 27 agosto 2010), e tutto dipende se le imprese lavoreranno bene, come hanno fatto in via Marconi visto che i lavori finiranno a giorni e comunque prima del 15 Settembre (nel corso dell' assemblea del 22 luglio era stato comunicato che la durata dei lavori doveva essere di 4 settimane, ma essendo iniziati il 28 luglio, siamo già fuori tempo massimo. Ricordiamo che i lavori devono essere poi completati con banchine e marciapiedi, ancora in attesa del Nulla Osta della Soprintendenza, ed è già previsto il taglio di almeno 4 dei 12 alberi unici esemplari della zona ). Dato che l'informazione è importante afferma poi che "buttare lì le tempistiche è un esercizio inutile e dannoso. Se abbiamo fatto un errore è quello di rendere pubblica l'ipotesi di cronogramma sulla quale stavamo lavorando". Della serie : meglio fare tutto umma a umma, così se qualcosa va male, nessuno ne sa niente e tutti sono felici e contenti. Poco importa se la conferenza stampa fatta il 7 gennaio in pompa magna insieme ad ATC aveva tutti i crismi dell'annuncio epocale, tempi e modi dei cantieri comunicati con certezza granitica. Tempi e modi di cui c'è ancora traccia sul sito della mobilità. In quanto poi alle assemblee nei Quartieri tutti coloro che vi hanno partecipato hanno potuto constatare l'assenza totale di chiarezza riguardo le questioni cruciali (ad esempio : si parla di modalità di asfaltatura, e non del fatto che di lì a tre giorni vengono eliminate fermate di autobus e stravolto tutto il trasporto pubblico nella zona limitrofa a via Marconi). Zamboni! E' così che si gestisce un'opera del valore complessivo di 180 milioni di euro? Le strade vanno asfaltate e rimesse a posto, e se il CIPE ve lo permetterà usate pure i finanziamenti concessi per il tram, ma pretendiamo che non ci si racconti che si sta lavorando per risolvere il problema del trasporto pubblico a Bologna, pretendiamo di non essere ritenuti così ingenui da pensare che la valanga possa essere fermata (anche se può benissimo ancora essere deviata), pretendiamo rispetto perché sul Civis possiamo affermare con tutta sicurezza di essere in possesso di una documentazione importante, raccolta con grande fatica, e studiata con altrettanta fatica, cosa che dubitiamo abbia fatto l'Assessore alla Mobilità, dopo aver dovuto leggere ancora una volta le sue giustificazioni senza costrutto né logica. Per finire devo comunicarle la mia comprensione per la sfortunata coincidenza dell'uscita della sua intervista in contemporanea, oltre al già citato passo dell'Unione Europea, anche con il disastroso evento occorso in via Arno dove un tubo dell'acqua è stato perforato (a seguito dei lavori del Civis?) lasciando i residenti, anche di strade limitrofe, senza acqua dal mattino sino a notte fonda, dato che la falla si trovava sotto lo strato di 40 cm. steso da pochissimo come corsia sulla quale dipingere la fatidica striscia bianca per la guida ottica del nuovo filobus. Peccato che una relazione del luglio 2007 a firma dell'ing. Cleto Carlini del Comune di Bologna evidenzi come detta striscia sia incompatibile con le norme del Codice della Strada, tanto è vero che in via Marconi è stato steso un normale asfalto dello spessore di 25 cm sull'intera carreggiata, come lei sa mantenendo la stessa cifra dei bauletti in progetto. In tal modo anche la guida ottica sarà spedita nel limbo delle leggende metropolitane, delle quali di qui a pochi anni si avrà a malapena un vago e un po' inquietante ricordo. Con osservanza Associazione l'Altrainformazione Maddalena Piccolo
In allegato potete leggere l'intervista alla quale ci riferiamo rilasciata all'Unità dall'Assessore Zamboni |