Da: L'Altrainformazione < laltrainformazione@gmail.com >
Date: 10 giugno 2008 11.04
Oggetto: comunicato stampa CIVIS-PARLAMENTO EUROPEO



COMUNICATO STAMPA

IL CIVIS ARRIVA AL PARLAMENTO EUROPEO

"qualora si riscontrino violazioni degli impegni assunti o modifiche del progetto che comportino significative variazioni dell'impatto ambientale, la Commissione ne riferisce al Ministero il quale ordina di adeguare l'opera e, se necessario, chiede al C.I.P.E. la sospensione dei lavori e il ripristino della situazione ambientale a spese del responsabile, oltre che l'adozione di provvedimenti cautelari o inibitori." Pagina 21 della Petizione e D enuncia inviata al Parlamento Europeo dai cittadini bolognesi: Comitato No al Civis Mazzini – Savena, Comitato Palasport Riva reno – Lame – San Felice – Marconi, Associazione l'Altrainformazione.

oggetto:  Petizione e denuncia infrazione art. 226 trattato ue

relativa al progetto di trasporto pubblico a guida vincolata – comuni di Bologna e San Lazzaro di Savena (Italia)

  L'Associazione L'Altrainformazione ( doc. 1 ), in persona della Presidente Maddalena Piccolo, unitamente al Comitato cittadino "No al Civis Mazzini - Savena" ( doc. 2 ) in persona del Rappresentante avv. Giovanni Battista Frisoli, e al Comitato Palasport Riva Reno – Lame – San Felice – Marconi ( doc. 3 ), in persona del rappresentante Renato Nucci, tutti rappresentati dall'avv. Veronica Dini del Foro di Milano e domiciliati presso lo Studio di quest'ultima, intendono segnalare al Parlamento e alla Commissione Europea alcune circostanze relative all'approvazione del progetto di Trasporto Pubblico a Guida Vincolata (TPGV nel prosieguo), predisposto da ATC s.p.a. e interessante i Comuni di Bologna e San Lazzaro di Savena.

Ciò affinchè sia accertata la violazione, da parte del Governo italiano, della normativa comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale e sia conseguentemente avviata la procedura di infrazione, ai sensi dell'art. 226 Tr. UE.

I) il progetto di sistema di trasporto pubblico a guida vincolata (TPGV) – tram su gomma  

1. Il procedimento che ha condotto all'approvazione del progetto – preliminare prima e definitivo poi – del tram su gomma, oggetto della presente denuncia, ha inizio nel 2000 ed è volto a sostituire il progetto di tram finanziato un paio di anni prima dal C.I.P.E.

La Verifica di Impatto Ambientale relativa al CIVIS è stata fatta sul progetto preliminare nel 2002. Nel 2006 il progetto definitivo è risultato modificato in modo significativo da quello per cui la VIA venne commissionata. La normativa prevede in tali casi il rifacimento della VIA, ma la provincia di Bologna deliberò sufficiente la procedura di Screening.

II) La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

1. Preliminarmente all'avvio delle procedure di scelta del contraente, gestite da ATC s.p.a., il progetto relativo al tracciato Borgo Panigale – San Lazzaro/Caselle veniva sottoposto a VIA, di competenza della Provincia di Bologna, ai sensi della L.R. 9/1999. Tale procedura si concludeva con un parere positivo con prescrizioni (delibera Giunta provinciale n° 304 del 17.9.2002 – doc. 10 ).

4. A seguito dell'approvazione della menzionata variante al progetto definitivo, il 17.5.2006, ATC s.p.a. presentava al Servizio Tutela Ambientale della Provincia di Bologna domanda di attivazione della procedura di verifica ( screening ) avente a oggetto il progetto " Variante al sistema TPGV (trasporto pubblico a guida vincolata) interessante i Comuni di Bologna e di San Lazzaro di Savena ".

Come precisato nel rapporto di verifica del luglio 2006 ( doc. 16 ), l'intervento " propone la modifica significativa del progetto complessivo già sottoposto a valutazione di impatto ambientale ". Con delibera n° 221318 dell'1.8.2006 ( doc. 17 ), peraltro, la Provincia approvava il rapporto di verifica (screening) in questione e dava atto che " il suddetto rapporto di verifica…si è concluso con la verifica positiva con prescrizioni ed esclusione della ulteriore procedura di VIA, ai sensi dell'art. 10 comma 1 lett. a) Pag 11

II) Le violazioni in materia di tutela ambientale

1. Si è dato conto del fatto che il progetto di trasporto pubblico denominato TPGV è stato approvato dal C.I.P.E. ai sensi della L. 443/2001 (cd. Legge Obiettivo).  La circostanza è già di per sé rilevante ai fini della presente denuncia, posto che la L. 443/2001 è oggetto di una procedura di infrazione avviata dalla Comunità Europea. Innanzitutto, si osserva che la direttiva 85/337/CEE e s.m.i. – che disciplina la valutazione degli impatti ambientali dei progetti privati e pubblici che possono determinare impatti ambientali significativi – non menziona in alcuna parte le " grandi opere ".  La direttiva stabilisce quali progetti devono (all. 1) e quali possono (all. 2) essere oggetto di VIA. Tale facoltà, peraltro, non può e non deve risolversi per l'Amministrazione procedente in una scelta arbitraria: i progetti di cui all'allegato II, infatti, possono sfuggire alla procedura di VIA solo nel caso in cui l'ordinamento comunitario, sulla base di una discrezionalità meramente tecnica e " prima del rilascio dell'autorizzazione che conferisce al committente il diritto di realizzare il progetto ", ritenga che l'opera – per le sue caratteristiche, dimensioni e natura – non  danneggi o alteri l'ambiente circostante. Pag 16

2.2. Quanto alla tempistica, la L. 163/2006 – coerentemente con i principi comunitari e gli orientamenti della Corte di Giustizia - prevede chiaramente che la VIA debba essere effettuata prima che la costruzione dell'opera sia stata autorizzata [2] .  Sul punto, la giurisprudenza ha chiarito che la disamina ambientale tardiva inficia la realizzazione dell'opera . La Corte di Giustizia, in particolare, ha osservato che " la VIA intervenuta in una fase successiva all'autorizzazione dell'impianto e all'inizio dell'attività non ha effetto sanante né rispetto ai provvedimenti di autorizzazione né rispetto all'attività svolta dai committenti o dai gestori " [3] . Pag 20

Nel caso specifico, si è rilevato e documentato il fatto che, al contrario:

¨ le Soprintendenze per i Beni paesaggistici e Archeologici si siano espressamente riservate di valutare gli aspetti di loro competenza in sede di progetto esecutivo;

¨ pur in assenza di tali ulteriori verifiche e prima che il progetto esecutivo fosse depositato, sono stati avviati i lavori di costruzione del nuovo sistema di trasporto.

In particolare, qualora si riscontrino violazioni degli impegni assunti o modifiche del progetto che comportino significative variazioni dell'impatto ambientale, la Commissione ne riferisce al Ministero il quale ordina di adeguare l'opera e, se necessario, chiede al C.I.P.E. la sospensione dei lavori e il ripristino della situazione ambientale a spese del responsabile, oltre che l'adozione di provvedimenti cautelari o inibitori. Pag 21

La peculiarità delle problematiche sollevate dagli abitanti del quartiere posto tra via Riva Reno e via San Felice, peraltro, consiste nel fatto che, qui, il cd. CIVIS non sostituirà nessuna linea di trasporto pubblico esistente : ai disagi e alle problematiche ambientali già denunciate, dunque, il comitato lamenta la totale assenza di benefici connessi all'avvio del nuovo TPGV. Pag 26

Nel caso di specie, in particolare:

¨ lo stesso soggetto proponente, nel 2002, ha ritenuto che il progetto fosse caratterizzato da una complessità e una rilevanza tali da escludere l'applicazione della semplice procedura di verifica; pag 32

iii) Le violazioni in materia di partecipazione del pubblico

1. L'approvazione del progetto di trasporto pubblico nel Comune di Bologna denominato CIVIS è avvenuta, peraltro, anche in contrasto con la chiara disciplina comunitaria in materia di partecipazione del pubblico. L'Italia, del resto, è stata recentemente condannata dalla Corte di Giustizia UE, proprio in ragione della mancata applicazione di tale normativa di settore [4] .

In particolare, gli scriventi ritengono che la procedura di screening sia stata condotta dalla Provincia di Bologna in modo assolutamente non partecipato. Pag 33

IV) La consumazione della violazione

1. Nella ricostruzione dei fatti offerta all'inizio dell'esposizione, si è precisato che:

¨ il progetto definitivo dell'opera sia stato approvato nel 2006;

¨ i lavori sono già stati intrapresi;

¨ il progetto esecutivo non è ancora stato depositato (rassegna stampa doc. 28) , ma la sua predisposizione non comporterà alcuna nuova valutazione degli aspetti ambientali connessi alla realizzazione del cd. CIVIS nel centro storico di Bologna né prevede un nuovo coinvolgimento del pubblico.

La violazione delle discipline comunitarie indicate si è dunque perfezionata e le conseguenze della condotta assunta dalle Amministrazioni coinvolte diventeranno irreversibili, se non si interverrà tempestivamente a integrare il procedimento amministrativo e non si attueranno tutte le cautele necessarie per garantire la tutela del centro storico della città.

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Tanto premesso, l'Associazione L'Altrainformazione, il Comitato cittadino "No al Civis Mazzini - Savena" in persona del Rappresentante avv. Giovanni Battista Frisoli, e il Comitato Palasport Riva Reno – Lame – San Felice – Marconi , in persona del rappresentante Renato Nucci, ritengono che l'approvazione del progetto definitivo del nuovo sistema di trasporto pubblico a guida vincolata del Comune di Bologna, così come descritto, sia avvenuta in violazione di alcune fondamentali direttive comunitarie in materia di tutela ambientale e di partecipazione del pubblico interessato.

Per questa ragione, richiamate le osservazioni svolte e riservandosi di ulteriormente argomentare, gli scriventi

ricorrono

alla Commissione della Comunità Europea affinchè accerti i fatti esposti e valuti l'ipotesi di violazione della normativa comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale e di tutela del diritto a un ambiente salubre, oltre che di partecipazione e accesso alle informazioni ambientali, da parte del Governo italiano e del Comune di Bologna.

Restano a disposizione per qualunque integrazione o chiarimento dovesse rendersi utile.

Eleggono domicilio presso lo Studio dell'avv. Veronica Dini, in p.za Cinque Giornate n° 3 – 20129 Milano.

La decisione presa dai cittadini aderenti ai comitati e all'associazione firmatari di tale atto non può essere considerata contro il trasposto pubblico di massa, ma una doverosa e responsabile presa di posizione nei confronti di un progetto che , a fronte di una spesa di 180 milioni di euro – deliberata per la quota di 109 milioni dal CIPE nell'ambito delle risorse per il trasporto pubblico di massa e assegnate alla "TRANVIA DI BOLOGNA" delibera 2006  in allegato – sostituisce 2 linee di autobus con un filobus: come da opuscolo informativo del Comune di Bologna in distribuzione all'URP di Piazza Maggiore e all'Urban Center.

INFO RENATO NUCCI 335 7128430; GIOVANNI BATTISTA FRISOLI 348 2556079; MADDALENA PICCOLO 3358443607


Delibera Cipe 2006 Download