|
Amici,
il nostro amico Luca Goldoni oggi ci fa avere ilsuo parere, che vi copiamo qui di seguito, sul Civis. Il giornalista, di fama nazionale, abita in Via Bellaria (com'è noto ai più), e nella sua carriera ha scritto innumerevoli articoli sensibili agli argomenti viabilità e mobilità. E' con grande piacere, quindi, che accogliamo e vi inviamo il suo parere: buona lettura!
il vostro Comitato no al Civis Mazzini Savena
IL CIVIS? INUTILE MA IN COMPENSO COSTA MOLTO - LUCA GOLDONI
Il grande designer Bruno Munari, cui è dedicata una mostra a Roma, era celebre soprattuto per le sue "macchine inutili". Enormi meccanismi, irti di ingranaggi, che non servono assolutamente a nulla. Fosse vivo, Munari comprerebbe un Civis per arricchire la sua collezione. Per guadagnare una manciata di minuti sul tragitto degli attuali filobus, il Civis sta paralizzando con i suoi cantieri mezza Bologna. Perchè mai? Perchè il peso di questi mammut esige una massicciata di spessore doppio rispetto a quello normale, (vicino a casa mia per riparare un tubo dell'acqua ci hanno messo un giorno e una notte, gli uomini delle perforatrici borbottavano: peggio di un bunker). Si obbietta che questo nuovo manto stradale ingloba le bande magnetiche che dovrebbero garantire la guida ottica, cioè vincolata. All'inizio abbiamo pensato: si risparmierà sull'autista. Invece no, è indispensabile un guidatore che controlli il sistema. Una specie di aereo senza pilota, comandato da un computer, con un pilota a bordo che comanda un computer. A che serve la guida ottica se basta uno strato di foglie a mandare tutto in tilt? Attualmente esistono impeccabili guidatori (e guidatrici!) di filobus che, senza ottica magnetica ma con i loro occhi biologici, affrontano situazioni impreviste (un veicolo in panne o parcheggiato male) improvvisando gimkane a pelo di muri e specchietti retrovisori.
Nel Civis la sproporzione fra costi e risultati mi fa pensare a un rivoluzionario cellulare con autonomia di cinque anni, senza ricariche elettriche. Basta munirsi di una batteria d'auto, sistemata in uno zaino.
Un aspetto valido il Civis ce l'ha: il pianale a livello del marciapiede per facilitare la salita dei disabili. Senonchè ho compiuto un tragitto a bordo del mio amato 27B metano che mi scarrozza in centro o altra stazione e ho scoperto che il suo pianale è di pochi centimetri più alto dei marciapiedi: sarebbe bastato alzare il pavimento delle fermate, con costi vertiginosamente ridotti. Ho camminato in Via Genova (ancora ingabbiata per i lavori) e ho visto i marciapiedi dilatarsi in vere e proprie banchine che strozzano la viabilità. Sono le sproporzionate piattaforme cui accosterà il mammut nelle fermate. Neanche fosse un traghetto. E i parcheggi per le auto? Basta obbligare le case automobilistiche a munire le vetture di un crick a stelo che le elevi a sette o otto metri. Ho pensato a come reagirei se in casa mia, dove abito all'ultimo piano, mi proponessero un nuovo ascensore che accoglie 6 passeggeri invece di 5 e riduce il tragitto di 4 secondi. Ma per far questo bisogna allargare la sede del lift, ristrutturare parte del fabbricato, salire a peidi per quattro mesi e pagare il quadruplo di quanto ci è costato l'attuale impianto che svolge onestamente il suo lavoro. Un'altra "macchina" di Munari.. |